Ritrovato il lupo, l’avevano preso i vigili
Il comandante Carullo spiega: «È stata la società incaricata di queste cose». Ora partono i test genetici sull’animale
Il lupo trovato ucciso a Roselle due giorni fa - perché di lupo si trattava - è ricomparso ieri mattina (15 novembre 2013) dopo il clamore sollevato dall’articolo del Tirreno che ha denunciato l’accaduto. «A prelevarlo - spiega il comandante della polizia municipale di Grosseto, Felice Carullo - è stata la società da noi incaricata di recuperare e smaltire le carcasse di animali sulle strade del comprensorio comunale, la Calussi di Barbaruta».
Poi Carullo spiega cosa è accaduto, compreso il corto circuito comunicativo creatosi con Provincia di Grosseto, Asl 9, Corpo forestale dello Stato e Museo di storia naturale della Maremma. «Noi - dice - abbiamo ricevuto una chiamata alle 6,50 di giovedì dalla strada dei Laghi. Una pattuglia è andata sul posto, ha dato un’occhiata al canide e subito dopo ha attivato la ditta perché rimuovesse la carcassa, poi trasferita in un deposito in attesa di disposizioni».
La ditta Calussi si è presentata a Villa Pizzetti per capire il da farsi, anzi per ottenere il visto del veterinario Asl all'incenerimento, spiegando però, con molta onestà, che poteva trattarsi di un lupo. La veterinaria di turno ha aperto così il protocollo previsto in questi casi. Ed è scattata la telefonata in Provincia, laddove si coordina il progetto Ibriwolf che da tempo segue le vicende di lupi e canidi.
Diverse istituzioni, a partire dai forestali, si erano messe in moto, fin dal mattino, per entrare in possesso dell'animale, esaminarlo e prelevare i campioni genetici. Alla fine il compito è toccato al direttore del Museo di Storia naturale della Maremma, Andrea Sforzi. E, finalmente, un primo verdetto c’è e, se sarà confermato dalle analisi del dna, sarebbe sconvolgente: l’animale dovrebbe essere un lupo a tutti gli effetti, il primo esemplare di questa specie attestato in Maremma dopo i tanti avvistamenti di ibridi tra cane e lupo.
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