Italia
Emergenza nuovi poveri spazio alle coop sociali
Comune e Coeso cercano strumenti per dare risposte a numeri preoccupanti Quasi il 10% dei grossetani ha bisogno dei servizi. E il fenomeno cresce
GROSSETO. Quasi il 10% dei grossetani (circa 7000) ha avuto e ha bisogno dei servizi sociali, mentre sono quasi 1500 le situazioni di nuova povertà nell’area del Coeso-Società della Salute (Grosseto, Civitella, Castiglione, Roccastrada, Scansano e Campagnatico). In tutta la Maremma, invece, sono circa 4000 i giovani, nella fascia di età fra 16 e 26 anni, che non lavorano e non studiano, quindi potenziali futuri “clienti” degli assistenti sociali. I numeri illustrati dal sindaco Emilio Bonifazi e dal direttore del Coeso Fabrizio Boldrini, che un paio di settimane fa aveva affrontato col Tirreno le stesse problematiche, parlano di una vera e propria emergenza sociale. Un’emergenza per la quale il vecchio sistema dell’assistenza non ha più le risposte e per la quale, particolare non secondario, non ci sono i fondi necessari.
Ecco che Comune e Coeso stanno cercando di trovare percorsi nuovi. Da una parte vanno razionalizzati i costi, dall’altra la collaborazione con volontariato e terzo settore, in particolare le cooperative sociali, può consentire di creare una rete di supporto che consenta a chi è in difficoltà di tornare a camminare da solo. «Chi lavora per le coop sociali – hanno spiegato – ha meno rigidità contrattuali. Questo consente maggiore flessibililtà».
Per i servizi sociali, al momento, il Coeso spende circa 13 milioni di euro all’anno. Una cifra importante, ma che non riesce a dare risposte ai casi nuovi, portati dal vento impetuoso della crisi, come le famiglie che, rimaste senza lavoro, non riescono più a pagare un mutuo e, in qualche caso, neppure a mangiare tutti i giorni. «Sono i numeri della crisi del sistema economico e sociale globale – dice il sindaco Emilio Bonifazi – che gradualmente ha toccato anche il territorio. Il problema della povertà è sicuramente qualcosa con cui, purtroppo, si è sempre dovuto fare i conti, ma quello che stiamo riscontrando negli ultimi anni è un grave aumento di nuove forme di povertà; singole persone e interi nuclei familiari che fino a poco tempo prima godevano di normali condizioni di vita e che, per vari motivi».
«Negli ultimi mesi – spiega Fabrizio Boldrini – i servizi si sono confrontati con una nuova utenza, difficilmente classificabile nei target classici, come disabili, anziani, non autosufficienza ad esempio, e per i quali esistono servizi e sistemi codificati. Per questo abbiamo costruito e stiamo riflettendo su nuove procedure e approcci professionali».
Al momento la spesa procapite complessiva per i servizi sociali è di 115 euro. Inoltre, l'Amministrazione comunale sostiene anche l'attività di Ceis e Caritas.
«Per dare aiuti concreti a questi cittadini – spiega il sindaco Bonifazi – è necessario trovare risposte integrate con tutti i soggetti, pubblici e privati, che operano in campo sociale». Ecco quindi l'importanza della collaborazione con il Terzo settore e il volontariato. «Questi soggetti – chiarisce Fabrizio Boldrini – non si sostituiscono al sistema pubblico, ma vanno a integrare le prestazioni degli enti, mettendo in pratica la sussidiarietà orizzontale prevista anche dalla nostra Carta costituzionale».
Un altro fronte della povertà e nuove povertà è quello legato all'emergenza abitativa. Da gennaio Coeso SdS gestisce questo settore per conto del Comune: all'inizio dell'anno le persone in lista di attesa per l’alloggio al Poggio 130. Dopo un primo aggiornamento della graduatoria (ad aprile) sono scese a 110, a luglio sono 60, a ottobre 54. Quello che ha contributo alla riduzione delle persone in lista è stato un approccio professionale ai problemi segnalati dagli utenti: le famiglie che presentano domanda di emergenza abitativa vengono prese in carico dal servizio sociale professionale e, spesso, insieme all’assistente sociale concordano un progetto di uscita dallo stato di disagio. Al Poggio ci sono 93 bilo e monolocali; mentre sono circa 1600 gli alloggi di edilizia residenziale pubblica assegnati secondo un bando comunale che tiene conto di precisi requisiti economici e familiari. Per l'estate 2014 saranno disponibili alle Stiacciole 70 nuovi alloggi.
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