Il Tirreno

Grosseto

L’ultima sfida di Luigi Bellumori

di Sabino Zuppa
L’ultima sfida di Luigi Bellumori

Il sindaco convoca un consiglio comunale a sorpresa: oggi si discute la sua sfiducia, o la va o la spacca

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CAPALBIO. Questa mattina il sindaco di Capalbio Luigi Bellumori potrebbe entrare per l’ultima volta nel palazzo comunale nelle vesti di primo cittadino.

Per le 9, infatti, è stata convocata una seduta straordinaria del consiglio comunale in cui l’ordine del giorno è chiaro e semplice: si discuterà la mozione di sfiducia al sindaco presentata lo scorso 28 ottobre da sette consiglieri, tre del gruppo di opposizione (Laura Chionsini, Mauro Del Vecchio e Mauro Pellegrini) e quattro ex componenti del gruppo di maggioranza, Vivere Capalbio, passati poi in un gruppo misto creato dall’ex vicesindaco Settimio Bianciardi: l’ex assessore alla cultura Patrizia Puccini, Paolo Simoni, Giorgio Stefanelli e Donatella Tocci.

Una convocazione giunta inattesa, proprio ieri mattina tramite un telegramma spedito dalla casa comunale addirittura domenica pomeriggio, che ha di fatto anticipato un’altra convocazione di consiglio comunale già in agenda per giovedì 14 novembre in cui Luigi Bellumori ha posto molte questioni amministrative all’ordine del giorno.

Ma evidentemente il sindaco ha deciso di non attendere tutto il tempo a disposizione per discutere la sua situazione, come invece aveva annunciato a caldo. Molto probabilmente l’incertezza sul suo futuro non gli permette di programmare nessun tipo di atto: inutile discutere sulle varie questioni, infatti, se poi lui stesso non sa se sarà ancora nella facoltà di occuparsene.

Del resto le motivazioni con le quali si erano presentati i sette consiglieri ai quali, con ogni probabilità, si aggiungeranno anche i capigruppo Lucia Biagi e Settimio Bianciardi, sono di quelle che non lasciano troppo spazio all’immaginazione: «Tale scelta politica si è originata, come ben noto al sindaco stesso, a causa della mancata attuazione di una parte importante del programma elettorale per il quale la maggioranza si era formata ed impegnata innanzi ai cittadini _ scrissero i sette _ e già da tempo avevamo rilevato e denunciato l’immobilismo della giunta e, di conseguenza, l’inefficacia della sua attività rispetto alle reali esigenze della collettività, richiamando invano il sindaco a dare corso a precisi progetti del programma. Oltretutto in tempi ancor più lontani i membri dell’opposizione avevano già richiesto le dimissioni del sindaco per l’evidente incapacità politico-amministrativa dimostrata nella gestione della vicenda del biogas».

«Ad esempio _ si leggeva ancora nel documento di sfiducia _ di fronte dell’evidente necessità di implementare l’offerta turistico balneare con la creazione di un nuovo accesso al mare e al potenziamento degli stabilimenti, il sindaco è rimasto del tutto inattivo. Pertanto, il blocco amministrativo che caratterizza da tempo il nostro Comune, unito alla mancanza di risposte concrete determina l’insussistenza dei presupposti necessari per una proficua attività politico-amministrativa. Da tale immobilismo intendiamo dissociarci e, pertanto, formuliamo la mozione di sfiducia nel confronti del sindaco e della giunta».

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