Il sacerdote, la ragazzina, un reggiseno
Prudenza dopo le testimonianze dell’incidente probatorio. La vittima non aveva sporto querela
GROSSETO. Forse è una questione di interpretazione. Forse invece il gesto è chiaro. Forse...
All’indomani dell’incidente probatorio, le questioni in ballo non sono ancora cristallizzate. Prudenza. Non solo perché a essere coinvolti sono un parroco e una ragazzina ma anche perché l’udienza fiume dell’altro giorno davanti al gip Bilisari deve ancora essere metabolizzata. «Dobbiamo rileggere le trascrizioni», è il commento prevalente. Difficile, se non impossibile, parlare di conferme o contraddizioni nel racconto delle tre ragazzine: «È un caso delicato». Al punto che anche il parroco aveva chiesto e ottenuto di essere allontanato per non interferire in alcun modo.
Ma forse qualche punto fermo sul caso del sacerdote indagato per una presunta molestia può essere messo. Innanzi tutto per chiarire quale sia il fatto contestato: il sacerdote avrebbe tirato verso di sé il reggiseno della ragazzina, frontalmente. Poi, il luogo: la parrocchia. Ancora, il periodo: un giorno non meglio precisato tra il 2010 e il 2011. Infine: l’inchiesta non è partita direttamente dalla persona offesa o dai suoi genitori, nessuno di loro si è rivolto direttamente all’autorità giudiziaria per sporgere querela. Insomma, la Procura si è mossa (il fascicolo è in carico al pm Giuseppe Coniglio) perché è arrivata in altro modo.
Al fatto che la magistratura sta cercando di ricostruire nei dettagli erano presenti due ragazze. Una terza è stata comunque sentita venerdì mattina, nel corso di un’udienza durata quasi sei ore e alla quale l’indagato non era presente. Un’udienza lunga non tanto perché siano emerse contraddizioni o punti sui quali era necessario approfondire quanto perché il doppio filtro dell’incidente probatorio con minori (in cui le domande devono passare attraverso giudice e psicologo) ha raddoppiato i tempi di svolgimento.
Le ragazze sono state giudicate attendibili dalla perizia già svolta nelle passate settimane, che le ha riconosciute in grado di testimoniare. Chiuso l’incidente probatorio per la parte che riguarda le testimonianze, adesso la psicologa dovrà consegnare una relazione con le proprie valutazioni anche in merito a quanto è emerso venerdì. Se ne parlerà ad anno nuovo. Poi tutte le carte torneranno in Procura: e la Procura deciderà cosa fare. (p.s.)
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