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Grosseto

condannato follonichese

Tira bulloni con la fionda contro le auto in sosta

FOLLONICA. Quel giorno si era appostato, pare nella soffitta e nel garage di casa, per tirare con la fionda alcuni bulloni metallici. Il tiro al bersaglio aveva messo nel mirino i vetri posteriori...

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FOLLONICA. Quel giorno si era appostato, pare nella soffitta e nel garage di casa, per tirare con la fionda alcuni bulloni metallici. Il tiro al bersaglio aveva messo nel mirino i vetri posteriori di alcune auto in sosta in via dell’Albatro, andati in frantumi, quelli di una Multipla e una Twingo, aveva danneggiato la fiancata e il finestrino di una Golf, aveva mandato in frantumi il vetro posteriore di una Punto. Ma uno dei bulloni aveva anche sfiorato un passante alla testa.

I carabinieri, chiamati prontamente, avevano contato 21 bulloni di acciaio lucido, altri 5 di acciaio dorato e un dado, raccolti tra il marciapiede e l’interno delle auto. Dalla testimonianza di una donna proprietaria delle prime due auto, una straniera oggi 43enne, avevano individuato chi aveva impugnato la fionda. E i militari avevano così compiuto una perquisizione a casa sua, trovando e sequestrando la fionda trovata nella mansarda, e altri 14 bulloni «simili» o «identici» a quelli trovati in strada. Fabrizio Montalti, 42 anni, di Follonica, è stato processato per quanto avvenuto il 15 giugno 2008. Ed è stato riconosciuto colpevole dei danneggiamenti: 1 anno, pena sospesa e non menzione, più il risarcimento in separata sede dei danni riportati dalla donna che si era costituita parte civile.

Il giudice Muscogiuri ha invece dichiarato il proscioglimento per non aver commesso il fatto dagli altri capi di imputazione: il danneggiamento del vetro antisfondamento della porta di ingresso di un negozio di parrucchiere con la fionda che sarebbe stata abusivamente portata fuori; le minacce al titolare dell’esercizio («tanto ti uccido, tanto vi ammazzo tutti»); il danneggiamento di un vetro e dell’avvolgibile della finestra del parrucchiere. Mentre per i danneggiamenti con la fionda delle auto vi sono anche le testimonianze, nota il giudice, e l’imputato avrebbe tenuto spesso un comportamento di scherno dei vicini, per le ulteriori contestazioni non vi sono riscontri. Perché la ricostruzione del parrucchiere non è lineare e la descrizione dell’auto su cui l’imputato sarebbe fuggito (tra l’altro dopo qualche minuto dal colpo scagliato) non è chiara. E le frasi ritenute minacciose potrebbero essere state prese da un film celebre, senza che vi possa essere un intento intimidatorio. Non vi è poi prova che gli ulteriori danneggiamenti fossero stati compiuti da Montalti.(p.s.)

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