Il presidio
Sulle tracce dei due rapinatori
Video, pistola, telefoni, guanti: la squadra mobile al lavoro per il colpo da Oroidea
GROSSETO. Tracce, sicuramente, inevitabilmente, ce ne sono. Sicuramente i banditi che giovedì mattina hanno assaltato la gioielleria Oroidea di via Oberdan hanno lasciato da qualche parte la loro "carta di identità", genetica, documentale o più semplicemente somatica. Ed è su queste tracce, più o meno vicine al luogo della rapina, più o meno evidenti, più o meno importanti, che la squadra mobile sta lavorando.
Video. Innanzi tutto la polizia sta cercando di vedere se il volto di uno o dei due banditi è rimasto impresso nelle immagini di una o più telecamere degli impianti di videoregistrazione di esercizi situati nelle vicinanze. Questa sarebbe una base di partenza fondamentale per risalire all'identità dei banditi. Ci vorrà del tempo, ma la cronaca insegna che i filmati (ad esempio quelli delle banche) hanno portato quasi infallibilmente a dare un nome e cognome agli autori. Tanto più che i due rapinatori di via Oberdan hanno agito a volto scoperto, fingendosi fattorini.
Pistola. Il discorso è analogo. L'arma abbandonata è sotto esame per capire se ha sparato prima di giovedì, e dove. La calibro 9 potrebbe condurre gli inquirenti a stabilire un legame con eventuali episodi precedenti. E se due più due fa quattro, anche in questo caso si aggiungerebbero elementi decisivi per dare un nome ai banditi.
Telefoni. I due banditi hanno utilizzato i cellulari prima e dopo il colpo? Qui il discorso ancora si fa più complesso. Perché si tratta di analizzare tutto il traffico telefonico delle celle più vicine a via Oberdan. E si parla di centinaia di telefonate, forse di migliaia. Una volta "scremati" i tabulati, sarà possibile concentrarsi su eventuali chiamate sospette o sui contatti significativi: la tecnologia dà un aiuto impensabile. E da lì cercare di risalire agli intestatari: che potrebbero essere gli autori o loro prestanomi.
Guanti. Appartengono o no a uno dei banditi quelli trovati sotto un'auto in via Gorizia? Risposte al momento non ce ne sono. Ma è chiaro che se fosse possibile ricavare il dna, questo potrebbe essere messo a confronto con quello degli eventuali responsabili.
Bottino. Ancora in fase di quantificazione. Fabrizio Colosi, il titolare rimasto ferito nel colpo, è tornato già giovedì sera con la polizia nel suo negozio, dopo essere stato medicato al pronto soccorso. Ma non è riuscito a fare ancora un inventario preciso di quanto è stato portato via, perché nel suo negozio vi era anche del materiale in riparazione. Nelle prossime ore però il conto potrebbe essere quello definitivo.
(p.s.)
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