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Grosseto

FARMACIE COMUNALI

Ecco il bando, la base d’asta fissata a 12,4 milioni di euro

GROSSETO. Farmacie, il bando c’è. E anche le polemiche. È stato pubblicato ieri sul sito dell’amministrazione l’atto che mette in vendita le farmacie comunali. Si partirà da una base d’asta di 12...

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GROSSETO. Farmacie, il bando c’è. E anche le polemiche. È stato pubblicato ieri sul sito dell’amministrazione l’atto che mette in vendita le farmacie comunali. Si partirà da una base d’asta di 12 milioni e 390mila euro. Le domande (all’ufficio protocollo) dovranno essere presentate entro il 3 dicembre, a mezzogiorno. Tre ore più tardi le buste saranno aperte e i grossetani conosceranno il nome di chi gestirà medicinali e servizi per i prossimi anni. D’altra parte il sindaco Emilio Bonifazi l’aveva annunciato: «Entro l’anno venderemo le farmacie». Paiono salvi i posti di lavoro dei dipendenti: «L'amministrazione comunale - dice il sindaco Bonifazi - così come anche ribadito nella delibera di consiglio comunale del 27 agosto scorso, s'impegna a monitorare quegli aspetti sociali legati ai livelli occupazionali, a garanzia dei dipendenti di Farmacie comunali riunite spa». Ma l’avvento del bando, reso noto nella serata di ieri, non ha lasciato indifferenti i sindacati. Tra le diverse sigle già circolano voci di un incontro a breve, un qualcosa per cercare di capire cosa il Comune ha messo sul piatto senza (almeno così pare) aver avvisato alcun sindacato. Ovvio, la comunicazione sarebbe stata poco più che un atto di cortesia. Comune e parti sociali hanno già discusso nelle scorse settimane la faccenda farmacie. Ma tant’è.

I sindacati avevano chiesto una tutela più stringente dell’applicazione del contratto nazionale. Un indirizzo molto più vincolante rispetto a qualche garanzia ritenuta troppo generica. Qualche maligno ha vociferato che si sia atteso l’esito delle primarie interne al Pd per poi far arrivare la batosta e le acque mosse. Mentre altri si spingono a ipotizzare l’appoggio dei sindacati al referendum (che mira a far saltare l’operazione vendita) preannunciato da diverse formazioni politiche e associative. Il referendum appunto. Da parte sua il portavoce dei grillini Giacomo Gori appoggia le richieste di tutela dei dipendenti e tira dritto: «La prossima settimana scenderemo in piazza, vogliamo sia atteso il referendum e sospesa la vendita delle farmacie. Il Comune ha fatto tutto di fretta. Tra l’altro ci sono procedimenti (vendita farmacie e referendum), legittimi, ma che configgono tra di loro. Tra questi deve prevalere il referendum, perché a questo sono vincolati gli altri. Dovrebbe dunque essere sospesa la vendita fino a che non sia arrivato il risultato referendario. Si tratta di un’anomalia amministrativa voluta dal Comune». E al prossimo consiglio arriveranno due mozioni firmate dai 5stelle: «Lo scenario è cambiato, c’è un iter referentadio in corso e dunque, secondo noi, il consiglio deve esprimere di nuovo la propria opinione sull’affare». (m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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