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Grosseto

Rabazzi (Cia): «Monte Antico allagato perché nessuno pulì il fiume»

Un fiume ostruito dalla sporcizia e dalla vegetazione e una denuncia, da parte degli abitanti, caduta nel vuoto. È così che, secondo il presidente della Confederazione Italiana Agricoltori di...

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Un fiume ostruito dalla sporcizia e dalla vegetazione e una denuncia, da parte degli abitanti, caduta nel vuoto. È così che, secondo il presidente della Confederazione Italiana Agricoltori di Grosseto, Enrico Rabazzi, gli abitanti di Monte Antico si sono ritrovati con l’acqua in casa, nel nubifragio di lunedì scorso. Ed è così che, in altre zone del territorio provinciale, la gente continua ad aver paura del cielo, quando minaccia pioggia. «In prossimità dell’incrocio tra il fiume Ombrone e l’Orcia ormai da anni gli abitanti denunciavano una vera e propria occlusione del corso d’acqua principale della provincia – spiega Rabazzi – ma la normativa, la carenza di fondi e, in qualche caso anche la disattenzione e la lentezza di quanto dovrebbero intervenire, non hanno risolto il problema e nella giornata di lunedì scorso, per la terza volta in un anno, l’intero paese è rimasto isolato; la strada Leopoldina è stata chiusa al traffico e il fango ha invaso le campagne e l’intero paese». Adesso gli abitanti si chiedono quando saranno rimossi gli ostacoli dai fiumi, «in modo – spiega Rabazzi – da far defluire le piogge torrenziali che ormai colpiscono ripetutamente in maniera violenta e improvvisa il nostro territori».

Rabazzi spiega che ormai è evidente che il clima è cambiato. «Ma è ancor più vero – spiega Rabazzi – che il nostro territorio fragile manca di una vera manutenzione. Da qui emerge l’importanza della presenza diffusa dell’agricoltore quale custode del territorio aperto, ma al tempo stesso, una politica scellerata dei vari governi che si sono succeduti, l’assenza di reddito, una burocrazia spaventosa e norme che di fatto impediscono di fare impresa, hanno reso sempre meno diffusa la presenza degli imprenditori agricoli su questo territorio, che rappresentano i veri guardiani che potessero contenerne o evitare i danni». E invece la campagna è abbandonata. E anche «i cittadini e gli agricoltori si sentono abbandonati e classificati come cittadini di serie B e ritengono di meritare più attenzione da parte delle istituzioni», spiega Rabazzi. Che, attraverso la Cia, rivolge un appello alle istituzioni.

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