Il Tirreno

Grosseto

Pugno a un polacco Sei mesi a carabiniere «Faremo appello»

di Pierluigi Sposato

La difesa ricorrerà contro la condanna per lesioni L’episodio risale al 2006, durante un controllo di polizia

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MONTE ARGENTARIO. Il luogotenente Piernicola Bellavita, comandante della stazione carabinieri di Porto S.Stefano, uno dei sottufficiali più conosciuti in provincia, è stato condannato dal giudice Andrea Stramenga per un episodio di lesioni di cui sarebbe rimasto vittima un cittadino polacco di 43 anni. Un episodio risalente al luglio 2006 (ma la notizia di reato è del 2009) che sarebbe stato commesso nell’esercizio delle funzioni di pubblico ufficiale - e ciò ha costituito un’aggravante per l’accusa - e che è stato sanzionato con 6 mesi di reclusione, con il beneficio della sospensione della pena.

Il giudice ha accolto in toto la richiesta del pm Stefano Pizza, che aveva sostenuto l’accusa e che aveva portato in giudizio il carabiniere anche per presunte perquisizioni abusiva nei confronti della parte offesa ma anche di altri quattro connazionali, in due abitazioni. Ma da questa accusa il sottufficiale è stato assolto perché il fatto non sussiste.

Bellavita - che era presente all’ultima udienza - dovrà anche risarcire i danni riportati dalla parte offesa (se ne occuperà il giudice civile) ma non dovrà versare una provvisionale così come chiesto dal legale della parte civile, l’avvocato Daniela D’Apice. La condanna prevede anche il pagamento delle spese processuali, 2.900 euro in favore dello Stato. Serviranno due mesi per conoscere le motivazioni.

Contro la richiesta di condanna si erano schierati i due difensori del carabiniere, gli avvocati Carlo Valle e Luciano Giorgi. Entrambi, in successione, avevano sollecitato il proscioglimento di Bellavita nel corso di due articolate arringhe, basate su una serie di contraddizioni riscontrate negli stessi fatti emersi nel corso del dibattimento pubblico. Dichiarazioni, documenti, certificazioni mediche dimostrerebbero che il sottufficiale non avrebbe commesso nulla di quanto gli viene contestato. Al termine del processo, i legali rilasciano soltanto una laconica dichiarazione: «Leggeremo la sentenza e le relative motivazioni, ma sin d'ora possiamo anticipare che la decisione sarà appellata, perché siamo convinti che il luogotenente Bellavita sia innocente e meriti il pieno proscioglimento».

Si capisce che la battaglia legale è destinata a continuare in appello e magari con ulteriori argomentazioni, oltre a quelle esposte già con numerosi particolari nel corso delle arringhe.

Secondo l’imputazione, Bellavita avrebbe colpito con un pugno il cittadino polacco, Krzysztof Morian Polak, colpendolo all’orecchio sinistro, causandogli un trauma con perforazione del timpano. I primi sei giorni di guarigione si erano accresciuti di altri 7 la settimana successiva, quando lo straniero si era fatto vedere all’ospedale Grassi di Roma, per un totale che avrebbe superato i 20 giorni di prognosi. Proprio il percorso clinico era stato oggetto di contestazioni da parte della difesa.

Non tutto è comunque finito, a parte il ricorso in appello, anche perché il giudice ha disposto la trasmissione alla Procura delle dichiarazioni rese in udienza da due testimoni, di cui uno è un cittadino polacco. Nel corso del dibattimento deve essere emerso qualche particolare che ha indotto il giudice a chiedere alla Procura di indagare.

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