Il Tirreno

Grosseto

dopo l’impugnazione della procura generale

Patteggiamenti Costa Cassazione il 16 gennaio

Patteggiamenti Costa Cassazione il 16 gennaio

GROSSETO. La quarta sezione della Corte di Cassazione ha fissato l’udienza per i cinque patteggiamenti del procedimento Costa Concordia impugnati dalla Procura generale di Firenze. L’appuntamento a...

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GROSSETO. La quarta sezione della Corte di Cassazione ha fissato l’udienza per i cinque patteggiamenti del procedimento Costa Concordia impugnati dalla Procura generale di Firenze.

L’appuntamento a Roma è per il 16 gennaio. L’impugnazione proposta dal sostituto Adolfo Sgambaro il 21 settembre scorso riguarda le pene patteggiate nell’estate scorsa (era il 20 luglio) per omicidio colposo e lesioni colpose dal fleet crisis coordinator di Costa Crociere Roberto Ferrarini, 2 anni e 10 mesi; dall'hotel director Manrico Giampedroni, 2 anni e 6 mesi; dall’ufficiale Ciro Ambrosio, 1 anno e 11 mesi; dall'altro ufficiale Silvia Coronica 1 anno e 6 mesi; dal timoniere Jacob Rusli Bin, 1 anno e 8 mesi. Questi ultimi tre anche per naufragio colposo.

La Procura fiorentina ritiene le pene «particolarmente miti se rapportate all'estrema gravità dei fatti» e rileva una contraddizione in quella parte delle motivazioni dei patteggiamenti in cui il giudice concede a tutti e cinque gli imputati del processo Costa Concordia le attenuanti generiche: perché si presume che «il gup non abbia graduato la pena tra di loro ma rispetto a quella ipotetica del comandante, soggetto estraneo al presente procedimento». E sempre secondo la Procura generale, Ferrarini ha in sostanza beneficiato di un trattamento troppo benevolo.

Nel frattempo, il processo all’unico imputato attuale, il comandante Francesco Schettino, è in attesa di vivere l’8ª e la 9ª udienza, lunedì e martedì della prossima settimana, quando saranno sentiti altri testimoni dell’accusa (Ursino, Iannelli, Tievoli, Palombo, Onorato e Cermotan).

Il Tribunale è in attesa di conoscer egli esiti degli esami del dna sulla salma trovata l’8 ottobre e apparentemente riconducibile a Maria Grazia Trecarichi, nonché sugli ulteriori resti rinvenuti la scorsa settimana a bordo del relitto.

(p.s.)

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