Assalti alle greggi, Manini torna a chiedere un incontro con Lav e Wwf
MANCIANO. Un confronto fra allevatori e Lav e anche col Wwf per chiarirsi e esprimere davanti a un pubblico le proprie idee e considerazioni. Lo invoca l’imprenditore Virgilio Manini, proprietario...
MANCIANO. Un confronto fra allevatori e Lav e anche col Wwf per chiarirsi e esprimere davanti a un pubblico le proprie idee e considerazioni. Lo invoca l’imprenditore Virgilio Manini, proprietario dell’azienda agricola Lasconi di Saturnia (Manciano), presidente del Comitato promotore agnello Igp (di recente ha ottenuto dal ministero delle politiche agricole una prestigiosa targa di riconoscimento) e consigliere regionale Arap.
«Posso capire – spiega Manini invocando l’incontro pubblico – che nella vita piace fare il professore per gli altri, ma prima dovremmo capire se almeno siamo maestri noi rispetto agli argomenti che andiamo ad insegnare».
Una stoccata alla Lav il cui presidente, Giacomo Bottinelli, ha di recente dichiarato che la responsabilità degli attacchi dei predatori alle greggi sarebbe dei pastori. «Non ho voglia di scendere nei particolari – commenta Manini, tante sono – le questioni che avrei da dire, ed è per questo che mi farebbe piacere dirle davanti allo stesso presidente della Lav. Mi farebbe piacere se accettasse un confronto pubblico con noi allevatori».
Manini ha recentemente partecipato a un incontro con il prefetto di Grosseto, insieme ad altre associazioni di categoria, Asl, Provincia, forestali e sindacati. «Nel ringraziare il prefetto per il suo interessamento – spiega l’allevatore – mi preme far presente che tutte le aziende che sono state colpite da predazioni rischiano di chiudere, in quanto il danno indotto dai predatori sulle pecore rimaste integre (per molti giorni le pecore che hanno assistito agli assalti o non fanno più latte o abortiscono) ha annullato, in alcuni casi, la produzione aziendale, provocando la fine dell’attività per alcuni e il rischio concreto di chiusura per altre».
A questo punto Manini lancia una proposta nuova, per tamponare, per lo meno temporaneamente, una situazione drammatica per gli allevatori, chiedendo al prefetto di sostenerla: «Chiedo al prefetto di caldeggiare che ci venga riconosciuto un premio per ogni capo allevato. Diversamente la fine dell’azienda sarà certa: se muore una pecora, infatti, la perdita può considerarsi come un fattore fisiologico per l’allevamento. Ma se chiude un’ azienda il danno diventa economico e ambientale e in un momento di gravissima crisi come la nostra, non so quanto sia convenite per la società nel suo complesso».
E infine, di fronte alle dichiarazioni del presidente del Wwf che rammentava la possibilità di convivenza lupo allevatori, Manini osserva: «Condivido, anche se non tutto ma in larga parte, quanto detto dal presidente del Wwf. Sicuramente alcune cose vanno viste sul campo ma credo che un punto di incontro deve esserci. Ricordo che siamo allevatori e lavoriamo nel rispetto della natura e di tutta la biodiversità. Non siamo indifferenti a queste problematiche, come qualcuno vorrebbe sostenere». (f.b.)
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