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Farmacie comunali in vendita I referendari affinano le armi

Farmacie comunali in vendita I referendari affinano le armi

GROSSETO. C’è chi le vede come una gallina dalle uova d’oro (da cullare e custodire) e chi se ne vuole sbarazzare per rimpolpare le casse comunali e investire: le farmacie comunali sono l’ennesima...

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GROSSETO. C’è chi le vede come una gallina dalle uova d’oro (da cullare e custodire) e chi se ne vuole sbarazzare per rimpolpare le casse comunali e investire: le farmacie comunali sono l’ennesima sfida della giunta Bonifazi bis. La decisione di venderle è tutt’altro che popolare. Tanto che in molti (soprattutto, ma non solo) da sinistra, sognano uno sgambetto all’amministrazione. Giovedì, mentre presentava il progetto sul ponte dell’Ombrone, il sindaco è stato chiaro: «Entro il 25 ottobre arriverà il bando per la vendita delle farmacie; il 12 novembre vedremo le offerte per quella di via Civitella Paganico».

Eppure è ancora in corso l’iter che porterà al preannunciato referendum che chiamerà i grossetani a confermare o meno la decisione dell’amministrazione. Ma il capo della giunta tira dritto: «I cittadini facciano quel che vogliono, ricordo che il referendum è consultivo e che devono andare a votare 36mila persone (per raggiungere il quorum, ndc). Entro l’anno venderemo le farmacie».

Il quorum: proprio da questo nasce la sicurezza di Bonifazi. Il Movimento 5 Stelle ha già annunciato che farà una proposta di delibera per abolire la quota minima. Un’idea destinata a essere bocciata in consiglio. Conti alla mano, infatti, la soglia che consentirebbe ai referendari di cantare vittoria e far strabuzzare gli occhi all’inquilino di piazza Duomo è più bassa di quella indicata in conferenza. Siamo sui 32mila grossetani, ma è comunque una montagna. Se, però, qualcuno riuscisse davvero a mettere la bandierina sulla vetta sarebbe un terremoto.

Da parte loro i simpatizzanti del comitato per il referendum ce la stanno mettendo tutta: remano nella stessa direzione esponenti di movimenti e partiti molto diversi tra loro: Movimento 5 Stelle, Grosseto oggi, Sel, Rifondazione e un mucchio di associazioni. Contraria alla vendita e concentrata nel richiedere garanzie per i lavoratori delle farmacie è anche la Filcams Cgil. Il centrodestra ancora non si è schierato per il referendum, ma in aula ha già votato contro l’operazione voluta dalla giunta.

Il Comune però sembra non curarsene. Il sindaco è convinto che la vendita delle farmacie rappresenti la scelta giusta e assicura che parte dei quattrini (oltre a rimpolpare le casse comunali) finirà nei lavori pubblici, nella sicurezza di scuole, strade e centri sportivi. C’è però un’ultima cosa da ricordare: il referendum non sarà consultivo, come ha ribadito Bonifazi, bensì vincolante. Il regolamento comunale, all’articolo 2, recita: «Quando il referendum ha avuto esito positivo, il consiglio comunale adotta le deliberazioni conseguenti, determinando le iniziative e i provvedimenti per l’attuazione del risultato referendario in base al pronunciamento popolare». (m.b.)

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