Italia
Raugei: «Altro che tassa ora facciamo sistema»
MASSA MARITTIMA. Per gli operatori turistici di Massa Marittima è arrivato il momento di pagare la tassa di soggiorno al Comune. E una come Donatella Raugei, a capo di un agriturismo e portavoce di...
MASSA MARITTIMA. Per gli operatori turistici di Massa Marittima è arrivato il momento di pagare la tassa di soggiorno al Comune.
E una come Donatella Raugei, a capo di un agriturismo e portavoce di un gruppo d’imprenditori, non si è fatta sfuggire l’occasione per allegare al modulo e alla ricevuta del versamento una nota per attaccare l’amministrazione sulla questione, colpevole a suo dire di non essere propensa al dialogo.
Ma ne approfitta anche per fare una riflessione più approfondita sul territorio. «Dal 2010 l’ho detto e ridetto: il nostro territorio ha la densità di parchi più alta in assoluto. Adesso forse si potrà iniziare a fare sistema: agriturismo e geotermismo, questa è la nostra carta vincente» dice Raugei.
Serve fare qualcosa, sostiene l’imprenditrice rivolgendosi all’amministrazione. Non basta far tornare indietro i proventi dell’imposta con investimenti nel settore. Servono idee, iniziative per fronteggiare questo momento drammatico.
«Le presenze sul nostro territorio, purtroppo il trend è in discesa, viste anche le statistiche pubblicate sulla vostra pagina Emas: da 179mila del 2007 siamo arrivati a 122mila presenze del 2011, aspettando di leggere dati 2012. La crisi ha colpito duramente gli agriturismi veri, ossia di fascia bassa e con target per le famiglie».
Il turismo è cambiato, dice: i soldi non ci sono più e i visitatori preferiscono trovare soluzioni alternative, come quella di farsi ospitare dai parenti. «Al contrario degli agriturismi veri che “coccolano” il turista, lo accolgono e gli fanno scoprire per davvero il territorio e le sue eccellenze museali naturali ed enogastronomiche».
Al contrario, sostiene Raugei, «gli agriturismi invogliano a spendere in città». Serve una scossa, in modo da non relegare tutto a turisti mordi e fuggi che trovano una sistemazione alternativa e poi «al massimo vengono a Massa Marittima a prendere un gelato, guardano lo spettacolo, comprano un mini souvenir e finisce lì».
Serve dare un’offerta dice ancora la Raugei. «Andrebbe riaperto il Carapax per fare sinergia con l’acquario ed il lago dell’Accesa, con il sistema dei Parchi, i nostri, quello archeologico del lago Accesa con quello dell’Unesco. Aggiungendoci magari quelli della Val di Cornia con i quali adesso facciamo rete». (a.f.)
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