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Allarme parassiti Bellumori impone ispezioni fai-da-te
CAPALBIO. Il Comune di Capalbio corre ai ripari per proteggere le palme che si trovano sul suo territorio, una zona in cui il fascino di questa pianta si integra con l’offerta turistica e con il...
CAPALBIO. Il Comune di Capalbio corre ai ripari per proteggere le palme che si trovano sul suo territorio, una zona in cui il fascino di questa pianta si integra con l’offerta turistica e con il paesaggio marino tanto caro a politici e intellettuali di mezza Italia. Negli ultimi mesi si sono registrati alcuni casi di attacco del Punteruolo Rosso, l’ormai noto parassita che ha fatto strage di questo tipo di piante in altre parti della nazione e che potrebbe propagarsi anche in Toscana del sud. Del resto per far crescere una palma ci vogliono molti anni e vedersela distruggere in poco tempo da un insetto, per questo il sindaco della piccola Atene, Luigi Bellumori ha deciso di mettere in guardia al popolazione e, due giorni fa, ha pubblicato un ’ordinanza in cui ha invitato i concittadini a verificare personalmente lo status di salute delle loro palme e a comunicare il numero delle stesse agli uffici comunali.
«A tutti i possessori di piante di è fatto obbligo comunicare con la massima tempestività la presenza delle proprie palme nel territorio comunale. Tutti i possessori di alberi di palma devono ispezionare accuratamente le proprie piante, se ricorre il caso avvalendosi di tecnici, e attenersi scrupolosamente alle disposizioni di profilassi». Ogni cittadino che sia in possesso di una palma, infatti, dovrà procurarsi in Comune un apposito allegato dove, oltre al numero delle piante, alla loro altezza e alla circonferenza del fusto, dovrà segnalare eventuali anomalie. Ad esempio se le foglie sono ingiallite, vuol dire che il punteruolo rosso della palma (rhynchophorus ferrugineus) sta già agendo alla loro base. Ci sono poi i consigli cui attenersi: ispezionare periodicamente in maniera accurata tutte le piante suscettibili di attacco da parte del coleottero; impiegare, preferibilmente nelle zone già infestate, trappole innescate con ferormone; effettuare accurata potatura delle vecchie foglie e delle infiorescenze secche. Evitare i tagli delle foglie verdi o, se indispensabile effettuarli d’inverno operando un taglio “alto” cioè conservando un metro di moncone della foglia asportandola quando secca. (s.z.)
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