Il presidio
Maxifurto di castagne Cinque quintali portati via
I ladri entrano nella notte nel capannone di un’azienda a Castel del Piano Insacchettano indisturbati i cinquecento chili di marroni e fuggono col bottino
CASTEL DEL PIANO. «La castagna è di chi la magna»: così recita un ironico proverbio amiatino, che allude all’attrattiva che hanno le castagne, anche quelle altrui, sebbene in tempo di castagnatura la castagna di altri, per tradizione secolare, non si debba toccare.
Il vecchio adagio tuttavia devono averlo preso alla lettera quelli (sicuramente più di uno) che la notte fra domenica e lunedì si sono infilati in un capannone che fa da rimessaggio _ soprattutto per i macchinari agricoli _ della famiglia Badini, a Collevergari di Castel del Piano.
Qui erano stati lasciati (si supponeva al sicuro) per essere scelti, circa cinque quintali di castagne. I ladri sicuramente conoscevano il posto e dunque anche il contenuto del capannone, perché hanno saputo benissimo aprirsi una strada lontano da occhi indiscreti e sono entrati dal retro.
Per arrivare alle castagne, hanno scavalcato una rete abbastanza alta, rifinita con filo spinato, e una volta dentro sono entrati nel capannone attraverso un varco creato sradicando letteralmente una parte di lamiera del rimessaggio.
Penetrati nel capannone hanno scavalcato una legnaia, e si sono finalmente trovati davanti un rimorchietto per auto che i Badini avevano lasciato carico di castagne.
Le avevano raccolte con la macchina apposita, faticando non poco un’intera giornata e lasciando al giorno dopo, l’altra altrettanto faticosa attività della scelta.
E la mattina di ieri la brutta sorpresa. I ladri, per portarsi via il bottino avevano, fra l’altro, dovuto insacchettare le castagne; e per portare fuori i sacchi hanno dovuto rifare la stessa strada, questa volta all’inverso. Sono passati sopra la legnaia tirandosi dietro le balle, sono usciti dal retro attraverso il foro che avevano fatto, hanno scavalcato la rete di cinta e hanno portato via circa cinquecento chili di castagne, valore di circa 1500 euro.
Un lavoretto per il quale è sicuramente occorsa più di una persona. Dalla porta principale non potevano passare, perché il capannone si trova proprio all’ingresso della borgata di Collevergari e avrebbero rischiato di essere scoperti.
«Le castagne sono state raccolte con la macchina, sono una bella quantità e dunque sono riconoscibili», sottolinea il figlio dei castanicoltori. «Ci appelliamo dunque ai grossisti: nel caso subodorassero qualcosa di poco chiaro, non comprino quelle castagne. È vero che non c’è scritto il nome, ma questa quantità, e magari l’offerta che arriva ai grossisti da parte di persone che nulla hanno a che vedere con la castagnatura, potrebbe metterli sull’avviso».
Del furto è stata sporta regolare denuncia.
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