Il presidio
Istia senza segnale Rai: «Serve il ripetitore nuovo»
La tv di Stato rispose così a un ex consigliere nel 2005: «Va costruito col Comune» Ma del tavolo con le amministrazioni sulla ricezione non si è più saputo niente
ISTIA D’OMBRONE. Il canone a Istia si continua a pagare, ma la Rai non si vede. In paese diverse televisioni non captano il segnale delle reti pubbliche. La notizia non è nuova, il disagio è conosciuto, più o meno da tutti, da anni.
L’ultima uscita è di qualche tempo fa; il sindaco Emilio Bonifazi scrisse all’azienda, poi, imbufalito dall’assenza di mamma Rai, ha sbottato: «Da aprile non ho ricevuto alcuna risposta e la situazione a Istia è la stessa. A questo punto non sono più in grado di garantire che i cittadini indignati paghino il canone Rai 2014. Un immediato intervento per ripristinare la piena fruibilità del servizio non può più essere rinviato. Ho inviato copia della lettera anche alla procura».
Qualcuno, però, con la Rai è riuscito a dialogare. È l’ex consigliere della circoscrizione Istia, Batignano, Roselle, Anis Hassan. Che aveva provato a contattare la Rai nell’ottobre 2005 e si era dato da fare anche nell’interesse di un’intera comunità. E l’azienda pubblica gli aveva replicato.
La missiva di ritorno è datata 17 novembre (2005). In un paio di paginette la direzione strategie tecnologiche Rai spiega quali sono le difficoltà: «Le misure effettuate di recente dai tecnici Raiway del territorio, in seguito alla sua segnalazione, hanno evidenziato che a Istia d’Ombrone, specialmente parte nord, si riceve dal Monte Argentario con una qualità non sempre soddisfacente. È infatti possibile che, a causa della particolare conformazione orografica del territorio, vi siano zone non ben servite». Cosa fare dunque?
«In questi casi la realizzazione di un impianto di ricezione installato a perfetta regola d’arte può sopperire alla carenza dei segnali. Una soluzione definitiva passa attraverso la costruzione d’impianti trasmittenti specifici per la cui eventuale realizzazione Rai non prevede interventi autonomi, ma segnala la disponibilità alla stipula di un’apposita convenzione secondo quanto previsto dall’articolo 16 di contratto del servizio del ministero delle comunicazioni-Rai (patti con Regioni, Province, Comuni, Comunità montane, ndc)». Il tutto «Secondo criteri di economicità d’investimento e previo apporto da parte degli enti competenti delle infrastrutture necessarie».
Nella lettera la Rai segnala che «i Comuni e gli enti possono richiedere direttamente l’autorizzazione al ministero delle comunicazioni per l’installazione e l’esercizio degli impianti ripetenti della concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo (legge 249/97)». La missiva si conclude con l’annuncio di «un tavolo permanente con le amministrazioni locali proprio sulle tematiche della qualità di ricezione sia in tecnica analogica che digitale».
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