Il Tirreno

Grosseto

«Turismo, un calo assai preoccupante»

Il gruppo Ogm analizza i dati della stagione a Pitigliano: resistono solo le presenze “mordi e fuggi”

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PITIGLIANO. Il gruppo Ogm accende i riflettori sul turismo a Pitigliano. «In tempo di crisi anche il settore turistico registra delle gravi contrazioni, complessivamente in provincia di Grosseto, con i dati ancora non definitivi, appare evidente un calo delle presenze rispetto agli anni passati; ha pesato soprattutto la diminuzione degli italiani, compensata però in parte dai tedeschi che rimangono i clienti principali e dai nuovi turisti olandesi, svedesi e russi ,oltre a cechi ed estoni, forse segnale importante dell’apertura di nuovi mercati. Un bilancio a metà, quindi, che pur nell’incertezza del momento, dimostra una certa tenuta, grazie agli stranieri, e potrebbe far intravedere nuove e interessanti opportunità».

Se questo in sintesi è l’andamento generale della Provincia, la situazione a Pitigliano appare più complessa. «La lettura che emerge dall’analisi dei dati, è del prof. Velio Piccolo esperto di marketing turistico. Nel nostro Comune, analizzando i dati sugli arrivi alberghieri ed extra alberghieri degli ultimi due anni, emerge una situazione particolarmente critica, determinata dalla diminuzione degli arrivi, che si traduce in una mancata vendita di 3.330 posti letto, e i dati del 2013 non fanno sperare in una inversione di tendenza. Se a questi si aggiunge la messa in vendita del 50% delle case di non residenti, la situazione appare ancora più sconfortante. Un costo economico che si ripercuote sul tutte le attività dell’indotto turistico ma che ricade direttamente e pesantemente su chi in questi anni ha investito cospicui capitali in alberghi, affittacamere, agriturismi ed altre forme di ricettività locali. Costo questo, non compensato dall’aumento del turismo cosiddetto “mordi e fuggi” , determinato soprattutto dagli eventi principali come Cantine nel Tufo; a Pitigliano insomma il movimento dei visitatori assume direzioni opposte: aumentano gli escursionisti (turismo mordi e fuggi) e diminuiscono i turisti (turismo residenziale). Una tendenza che è un campanello d’allarme e che necessita in primis di una presa di coscienza da parte del pubblico e del privato che porti ad una riflessione su una situazione che soffre a causa della mancanza di una visione globale e della capacità di fare precise scelte programmatiche. Crediamo che il primo passo sia la presa di coscienza della situazione e dei suoi aspetti, per questo a fine novembre Ogm organizzerà un incontro pubblico con lo scopo di accendere i riflettori su un problema economico che investe molti settori produttivi e sul quale è necessario cominciare a mettere seriamente le mani».

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