Il Tirreno

Grosseto

Omaggio al genio della poesia Semproniano ricorda Mario Luzi

di Fiora Bonelli

Straordinario tributo al grande poeta del ’900 radicato al borgo amiatino: aspettando il centenario della nascita celebrato nel 2014, è attesa per il 19 ottobre una straordinaria giornata amarcord

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SEMPRONIANO. Semproniano ricorda Mario Luzi, il grande poeta del ‘900, e comincia a prepararsi per il centenario che nel 2014 sarà celebrato a livello nazionale e regionale. Infatti il paese amiatino che ha dato i natali ai genitori di Luzi e a cui il poeta rimase nella sua vita profondamente legato, il prossimo 19 ottobre gli dedicherà una giornata, in cui spicca la presentazione di un documentario prodotto da Rai International, realizzato dal regista e sceneggiatore Nino Bizzarri, dal titolo “Nulla va perduto”, girato nel 2005 poco prima della scomparsa del poeta e dedicato alla sua vita e alle sue opere. Nella stessa giornata sarà presentato il programma dell’estate luziana, con cui Semproniano si inserirà nelle celebrazioni del centenario. Ma intanto si comincia prima. E precisamente il 19 ottobre, perché il 20 ottobre di 99 anni fa, Luzi nasceva.

«Il film non è una biografia, né un saggio critico, né una somma di interviste, né una rassegna di opinioni degli esperti». Così dichiara il regista nella sua presentazione, aggiungendo che «il film è un avvicinamento intimo al suo universo poetico, un tentativo di penetrarvi con i mezzi del cinema».

La proiezione sarà preceduta da una conferenza del professor Marco Marchi, studioso di Mario Luzi. Seguirà la lettura di poesie dedicate a Semproniano scelte da Maria Modesti e lette dall’attrice Paola Lambardi, accompagnata dalla proiezione di immagini edite e inedite del poeta, selezionate da Massimo Gennari. Al termine, dibattito aperto con gli spettatori coordinato da Alessandro Giammei della Scuola Normale di Pisa. Il poeta Mario Luzi rappresenta, per Semproniano, uno dei punti di riferimento culturali e identificativi che il paese si fregia di avere. La sua memoria è stata tenuta viva anche dalla cugina di primo grado Iris Furzi, morta recentemente a 104 anni di età. E dai suoi racconti emergeva un Luzi amante della sua terra amiatina e del suo ambiente. Nel piccolo paese amiatino i due cugini si incontravano infatti per le vacanze: «Le nostre mamme, amava raccontare Iris, erano sorelle. La mamma di Mario, Margherita Papini, era una donna gentile e affettuosa e lui l’adorava. Con lei aveva un rapporto intenso e profondo, un legame, confermato dalle sue poesie, che mai si attenuò».

Iris raccontava che d’estate il poeta (che era nato a Firenze nel 1914, da genitori di Semproniano) veniva puntualmente in Amiata: «Eravamo negli anni ’20, e mio cugino si tratteneva ospite o nella casa del nonno paterno Giuseppe, maestro elementare vecchio stampo, severo ma innamorato del nipote; oppure dal nonno Egidio, lo speziale di Semproniano, il farmacista, insomma, un vero personaggio del paese».

I ricordi di Iris hanno tratteggiato fino all’ultimo, un mondo antico e felice, rituali e consuetudini fissatI nelle foto d’epoca della sua casa. Ma un ricordo in particolare la commuoveva ancora, quello che rievocava la passeggiata di lei, giovanissima, e del cugino, agli Scovaventi, vicino al paese, per vedere la luna. E ci teneva molto a dire e ricapitolare i riconoscimenti ottenuti dal poeta (senatore a vita, lapide, oggi, in Santa Croce a Firenze), per il quale, a Semproniano, l’Ente nazionale Giovanni Boccaccio ha voluto affiggere una lapide a sua memoria. E a testimoniare il suo amore per l’Amiata, mostrava di Luzi i versi struggenti di alcune poesie e la foto del primo figlio dell’olivone (bruciato nel 1998), monumento storico di Semproniano, rinato dalle ceneri millenarie, tenuto a battesimo proprio da Mario Luzi nella villa di Bellosguardo della Fondazione “Il Fiore” a Firenze.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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