Il Tirreno

Grosseto

Supercomune no «Io non mi faccio tirare per la giacca»

di Sabino Zuppa
Supercomune no «Io non mi faccio tirare per la giacca»

Macché “unione”, il sindaco del Giglio rivendica autonomia «I nostri problemi sono diversi da quelli della terraferma»

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ISOLA DEL GIGLIO. Isola del Giglio e Supercomune della Costa d’Argento non sono per il momento destinati ad avere un futuro in comune. L’opinione che mancava al recente dibattito sulla creazione della nuova realtà amministrativa, quella del sindaco del Giglio Sergio Ortelli, fa presagire che il percorso auspicato da altri primi cittadini o politici della Maremma del sud non troverà completamento con la realtà isolana. E non per una questione di associazione o di unione con un solo sindaco dei territori interessati, bensì per un problema di identità differente del territorio isolano che, secondo il suo sindaco, ha esigenze troppo differenti da quelle del continente: «Nonostante fossi impegnato con le vicende Concordia ho seguito il dibattito aperto anche sui social network riguardo al Supercomune – dice Ortelli – ma credo proprio che per noi dell’isola del Giglio non sia una cosa prioritaria. E sinceramente non ho intenzione di farmi tirare per la giacchetta da nessuno, perché è chiaro che i problemi che riguardano un isola sono molto lontani da quelli che riguardano la terraferma, forse a volte anche poco comprensibili per chi non li vive. Per questo io mi sto dedicando da tempo all’attività di una altra associazione, l’Ancim, che riguarda le isole minori e che spero possa essere lo strumento per far riconoscere anche alle piccole realtà, come ad esempio Lampedusa, alcuni diritti che a volte risultano preclusi».

Il sindaco dell’Isola sembra sorprendentemente preparato sulla questione, come se in realtà aspettasse la sua chiamata in causa. I rappresentanti di Monte Argentario, Orbetello, Capalbio ed anche di Magliano devono fare i conti con questioni molto diverse: su un territorio circondato dal mare anche l’esercizio di alcuni diritti basilari dei cittadini, come ad esempio il diritto all’istruzione, risulta essere complicato.

«I grossi problemi che ci riguardano sono legati al trasporto marittimo ed al mondo della scuola, e credo che siano questioni che non siano gestibili e condivisibili in una realtà come un Supercomune – spiega il primo cittadino gigliese – purtroppo l’identità isolana è troppo ddiversa e devo dire che molti degli altri amministratori, ma non tutti, non hanno realmente recepito le nostre esigenze. Per alcuni settori, come ad esempio il turismo, sarei anche favorevole ad un’attività promozionale comune, ma sui temi sociali non è possibile. Del resto io ho anche provato a fare richieste, ad esempio per il trasporto marittimo avevo proposto al mio collega del Monte Argentario di fare uno scalo adeguato, localizzato presso la banchina Toscana a Porto Santo Stefano, che secondo me aveva standard più confortevoli, ma la richiesta è caduta nel vuoto. Ed anche per l’istruzione i bambini gigliesi sono condannati dalle leggi nazionali alle pluriclassi: non si possono adottare criteri aritmetici, simili alle altre realtà, per gli abitanti di un’isola, Quest’anno abbiamo 30 bambini in tutto per le elementari e 14 per le medie, ed è necessario che lo stato faccia delle leggi ad hoc che tengano conto della nostra realtà».

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