L’appello di un lettore: «Spendete qualcosa e rimettete a posto un luogo caro alla città»
Un nostro lettore, Giuseppe Malentacchi, che si definisce semplicemente “Amante del ballo”, ci ha inviato una lettera nella quale esprime tutto il rammarico e la delusione di tanti grossetani con i...
Un nostro lettore, Giuseppe Malentacchi, che si definisce semplicemente “Amante del ballo”, ci ha inviato una lettera nella quale esprime tutto il rammarico e la delusione di tanti grossetani con i capelli bianchi che vedono il loro “salone da ballo” chiuso ormai da oltre un anno e senza prospettive rapide di rinascita. «Sono un amante del ballo – esordisce appunto Malentacchi – e mi faccio anche portavoce di appassionati e di cittadini che come me vedono con sconforto la sala Eden chiusa da oltre un anno. E pensare che questa era l'unica sala da ballo cittadina, importante anche a livello provinciale e regionale. Nel recente passato – prosegue il lettore – il sindaco non avendo trovato un gestore idoneo ha ritenuto che forse si è perso del tempo. Ma i fatti dovrebbero andare prima delle parole, o per lo meno confermarle. Non essendo io più un giovane, pensate che ho visto nascere la sala Eden, con il primo nome Follie Estive negli anni 1950 - 60, ho constatato purtroppo che fino ad oggi non è stato mai speso neppure un centesimo per la manutenzione eppure… il Comune ha incassato gli affitti! Quante volte abbiamo sentito dire che la sala Eden è un bene della collettività? Ne siamo tutti convinti. Ma il degrado attuale fa temere che la sala venga ridotta ad un accumulo di muri polverosi come quelli del centro di canottaggio, delle Terme di Roselle, del vecchio ospedale, della rotonda e delle colonie di Marina di Grosseto, eccetera. Pertanto, mi chiedo da cittadino se non sarebbe il caso di investire in modo da rimettere a norma la sala Eden, di renderla di nuovo appetibile e di trovare un nuovo gestore. Certo che trovare un nuovo gestore in grado di accollarsi tutte le spese è molto difficile. Specialmente coi tempi che corrono. Viene naturale chiedere al legittimo proprietario, il Comune, che si accolli le spese per il restauro. Se ciò accadrà, verranno rese felici tantissime persone amanti del ballo come me, ma anche tantissimi altri cittadini e associazioni che avranno a disposizione una struttura situata nel centro storico della città in grado di rispondere alle loro molteplici esigenze».
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