Il Tirreno

Grosseto

Danno fuoco agli uffici della Promomar

di Paola Villani
Danno fuoco agli uffici della Promomar

Attentato con la benzina alla sede della società che gestisce la Marina di Scarlino e che fa capo al gruppo di Ferragamo

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MARINA DI SCARLINO. Un gesto che preoccupa, una macchia nera per il porto di Scarlino con quella tanica di benzina lasciata come un avvertimento.

Ieri mattina intorno alle sette qualcuno ha tentato di dar fuoco alla casetta in legno sede della Promomar al Puntone di Scarlino, società che gestisce la Marina di Scarlino, a pochi metri dalla struttura per i diportisti. L'allarme è arrivato da alcuni passanti, molto probabilmente personale della Marina che andando a lavoro ha notato qualcosa di strano: i primi infatti ad essere stati avvertiti della presenza di fumo nero sono stati altri dipendenti del porto, che ricevuta la segnalazione sono andati sul posto con degli estintori. Il loro arrivo tempestivo ha salvato la struttura che ha subito pochissimi danni considerato anche che il legno con cui è stata costruita è ignifugo e quindi difficilmente le fiamme riescono a prendere. Qualcuno, come poi dimostrato dai segni lasciati in giro, ha scavalcato la recinzione introducendosi nella parte esterna degli uffici tentando di appiccare il fuoco in tre punti diversi dell'edificio: il colpevole o i colpevoli una volta entrati si sono diretti dalla parte opposta dello stabile dando fuoco alla parete di fronte all'ingresso degli uffici. Non bastava però, perché forse già si sapeva che quel legno avrebbe resistito alle fiamme: così il liquido infiammante è stato gettato in altri due punti nella parte della casetta che dà sul bosco. Il primo punto preso di mira è vicino alle vetrate di un ufficio (una sala riunione) l'altro poco più avanti. Chi ha compiuto il folle gesto ha abbandonato lì la prova palese che ha fatto immediatamente capire agli operai che si trattava di un incendio doloso. Forse un avvertimento o semplicemente una sbadataggine dovuta alla fretta di lasciare il luogo del reato. Tant'è che quella tanica è rimasta lì in bella vista con ancora un po' di liquido infiammabile dentro (molto probabilmente si tratta di benzina). Mentre il personale della Marina spegneva il rogo sono arrivati sul posto i vigili del fuoco che hanno poi bonificato l'area.

Pochi minuti dopo anche i carabinieri. Gli uomini dell'Arma si sono occupati delle prove lasciate dai malintenzionati: non solo. A quanto si vocifera a inchiodare i colpevoli o il colpevole potrebbero essere anche delle riprese video in mano adesso agli inquirenti: quella infatti non è una strada trafficata specialmente alle prime ore dell'alba, quindi anche se lontane le telecamere potrebbero rivelare indizi importanti per le indagini. Pochi giorni fa sempre al porto del Puntone avevano preso fuoco dei cassonetti dell'immondizia: lì per lì nessuno ha pensato ad un gesto intenzionale ma solo ad una bravata di qualche ragazzino o ad un incidente. Ma qualcosa non torna: dalla gestione fanno sapere che non ci sono acredini tali da portare a gesti simili, la situazione adesso è molto tranquilla quindi non si capisce il perché di un atto così violento. «L’incendio di origine dolosa che ha interessato alcuni nostri uffici esterni alla Marina di Scarlino ci lascia sgomenti – questo il commento del presidente di Promomar, Leonardo Pagni - Gesti di questo genere (che per fortuna non hanno provocato danni a persone e solo lievi alle strutture esterne) si commentano da soli e non trovano giustificazione plausibile in una società civile. Confidiamo comunque nell’operato dei carabinieri che hanno già iniziato le indagini in ogni direzione al fine di accertare la matrice dell’azione criminale, e assicurare alla giustizia esecutori ed eventuali mandanti, di un gesto così scellerato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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