Concordia, i resti trovati forse non sono umani
Dopo l'ottimismo ora c’è estrema prudenza sulla natura delle ossa: in corso le analisi all’ospedale di Grosseto. Avanti con le ricerche
ISOLA DEL GIGLIO. È giallo sui resti ritrovati sul fondale accanto al Ponte 4 di Concordia. Potrebbero non essere ossa umane. Manca ancora la conferma ufficiale ma, secondo quanto trapelato, gli accertamenti compiuti finora escluderebbero che i resti ossei trovati giovedì sul fondale nei pressi della Concordia siano delle due persone ancora disperse. Le analisi sui resti sono in corso presso l'ospedale di Grosseto. Dunque, dopo l'ottimismo di giovedì (VIDEO) ora c’è estrema prudenza.
Per sapere se i resti trovati vicino alla Costa Concordia siano o meno dei dispersi serviranno alcuni giorni. Lo ha ribadito la struttura del Commissario delegato per l'Emergenza Concordia, lanciando un nuovo invito alla cautela agli organi di informazione. "Gli esami del DNA sui resti ossei recuperati dai sommozzatori dei Carabinieri nel pomeriggio di giovedì 26 settembre dal fondale vicino alla Costa Concordia non sono ancora stati effettuati. Di conseguenza, non è possibile dare alcuna informazione aggiuntiva al riguardo. Per averne - precisa - ci vorranno alcuni giorni".
"Erano stati chiesti cautela e rispetto - aggiunge la nota della struttura del Commissario per l'emergenza Concordia -. Cautela perché solo l'esame del DNA avrebbe fugato ogni dubbio; rispetto perché dietro questa vicenda non dovrebbe esserci la morbosa esigenza di 'conoscere', ma solo il dolore di due famiglie che, da molto tempo, sperano che vengano restituiti i resti dei loro cari. Una attesa, la loro, fatta di compostezza e dignità. Pertanto, si chiede nuovamente di prestare la dovuta cautela prima di 'lanciare' all'attenzione pubblica presunte notizie apprese da non meglio identificate fonti''. Intanto, proseguono le ricerche.
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