Il Tirreno

Grosseto

Guardia medica, l’Asl la sta riorganizzando

Lazzeri chiede chiarimenti e ipotizza tagli, ma la direzione aziendale nega: «Lavoro in sinergia con medicina generale. Di notte ci sarà il 118»

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GROSSETO. Botta e risposta fra il consigliere regionale Gian Luca Lazzeri e l’Asl 9 sulla guardia medica. Il primo aveva sostenuto che ci sarà un ridimensionamento in Maremma del servizio, mentre la direzione aziendale replica spiegando che non ci saà alcun taglio.

«Nel territorio dell'Asl 9 – aveva detto Lazzeri –, probabilmente entro dicembre 2014 data in cui il piano della giunta regionale dovrebbe entrare a regime, chiuderanno 16 postazioni di guardia medica dove oggi lavorano 57 medici titolari e 8 sostituti. Il rischio - sottolinea - è quello di portare a una paralisi della continuità assistenziale che dalle 24 in poi sarà caricata sulle spalle del 118, senza nessun potenziamento di quest'ultimo».

Ma dall’Asl arriva una secca smentita: «Nessuna depotenziamento del servizio di continuità assistenziale nella Asl 9; nessun taglio ai posti di lavoro e alle ore di lavoro, né ai compensi dei professionisti. Soprattutto nessun rischio che si abbassi il livello qualitativo dell'assistenza sanitaria territoriale ai cittadini. Anzi, semmai, ci sarà una valorizzazione della figura professionale dell'attuale guardia medica, che sarà integrata nel nuovo modello della medicina di gruppo, rappresentato dalle Associazioni funzionali territoriali (Aft) in via di definizione».

Così la direzione aziendale della Asl 9 risponde alle polemiche. «La Asl 9 - spiega la nota - in applicazione delle indicazioni della Regione, ha già identificato la ripartizione delle 9 Associazioni funzionali territoriali (4 per l'area grossetana, 2 nelle Colline Metallifere, 2 nelle Colline dell'Albegna, 1 sull'Amiata) e sta definendo gli aspetti organizzativi, con la pubblicazione del bando che consente agli attuali 57 titolari del servizio di accedere alla riassegnazione dei posti. Secondo la riorganizzazione prevista dalla Regione e condivisa con le organizzazioni sindacali, infatti, i medici di continuità assistenziale lavoreranno in sinergia con i medici di medicina generale, integrando gli orari di servizio in modo che gli ambulatori siano aperti dalle 12 alle 16 ore al giorno. In particolare la loro attività si concentrerà nella fascia oraria 8 - 24, mentre dalle 24 alle 8 le eventuali emergenze saranno affidate al 118. Sono previste eccezioni in casi particolari, come ad esempio per le epidemie influenzali, o per ragioni geografiche (le piccole isole), per le quali è previsto il servizio di continuità assistenziale anche dalle 24 alle 8. Per quanto riguarda le ore lavorative le 8 ore (dalle 24 alle 8) che i medici di continuità assistenziale svolgono attualmente saranno reimpiegate per sviluppare la medicina di iniziativa nella gestione di alcune patologie croniche, nell'assistenza sanitaria per gli ospiti delle Rsa, in altre attività individuate e concordate localmente, sulla base dei bisogni della popolazione».

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