Il Tirreno

Grosseto

Meraviglia a Sovana torna nel duomo il sole dell’equinozio

di Antonello Carrucoli
Meraviglia a Sovana torna nel duomo il sole dell’equinozio

Gli antichi architetti costruirono la splendida chiesa dimostrando di avere grandi nozioni di astronomia

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SOVANA. Alcuni ricercatori di storia locale, all’alba del giorno 22 settembre 2013 si sono recati, con il permesso del vescovo Guglielmo Borghetti, ad osservare cosa avvenisse di significativo in termini di archeoastronomia cristiana, nell’ architettura del duomo di Sovana, per denotare il momento in cui il sole sorge a est. Questo momento è molto importante nella storia della liturgia, perché segna una svolta fra la religiosità pre-cristiana e la religiosità cristiana dei primordi. Va notato che nella protostoria il momento più utilizzato per orientare i templi era il sorgere del Sol Invictus, cioè il momento astronomico in cui l’arco diurno cessa di diventare sempre più corto e comincia di nuovo ad allungarsi, cioè la luce sconfigge le tenebre. Sant’Elena, nel suo pellegrinaggio in Terra Santa (IV sec. d.C.) volle far riedificare a Tabga, luogo del miracolo dei pani e dei pesci, una nuova chiesa riorientata ad est (non più a sud-est) cioè al sorgere del sole dell’equinozio, mentre la precedente chiesa era rimasta orientata come ai tempi della religione antica. L’equinozio era considerato, nell’antichità, il simbolo dell’equità e della giustizia e Gesù doveva essere rappresentato come il nuovo sole di giustizia, quindi le chiese cristiane era bene che fossero rivolte verso est, cioè verso il sole che sorge a 90°. Ora si deve considerare che il duomo di Sovana è stato orientato in difformità a questa regola liturgica, tant’è che l’archeoastronomo Adriano Gaspani, nel fare uno studio sulla cattedrale, evidenziava un orientamento absidale al solstizio estivo -in netto contrasto con le indicazioni della Chiesa di Roma- tipico delle culture nordiche fra cui quella longobarda. «Ebbene – conclude l’archeoastronomo Enrico Calzolari – i costruttori del tempio di Sovana, evidentemente maestri di astronomia, hanno fatto risaltare il momento dell’equinozio attraverso un gioco di luce che si può notare in direzione di una monofora collocata sul fondo della navata. Alle ore 7:21 del 22 settembre 2013, una prima forma luminosa rettangolare si formava in prossimità di detta monofora. In tale momento il sole era da poco sorto ed aveva azimuth 92° ed altezza 3°. Successivamente questo gioco di luce, generato dalla prima finestra posta dopo l’altare nel lato orientale della costruzione, si trasformava mirabilmente in una luce rotonda, simile al sole, che colpiva con precisione la parte inferiore della monofora (ore 7:48 – azimuth del Sole: 97° - altezza del Sole: 8°). Successivamente entravano in gioco anche le altre finestre laterali, generando altri giochi di luce nella cortina laterale occidentale, in modo che non fosse possibile ignorare la volontà dei costruttori di celebrare questo momento astronomico e contemporaneamente il richiamo al Cristo, sole di giustizia. Quindi quel disco di luce può essere letto come sole di giustizia! Tale è il messaggio che Sovana ci porge con il suo duomo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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