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Grosseto

Incendio all’Oasi del Wwf, salvate le anatre

Incendio all’Oasi del Wwf, salvate le anatre

Gli animali erano nelle voliere vicine alle recinzioni, distrutte le biciclette: l’area resta chiusa

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CAPALBIO. Quando l’allarme è suonato al comando dei vigili del fuoco di Grosseto, non si aspettavano di trovarsi davanti un incendio di tale portata. Soprattutto, non credevano che ad andare a fuoco fosse l’Oasi del Wwf di Burano che da ieri è chiusa proprio a causa dell’incendio che ha devastato parte delle attrezzature del centro. E che ha messo a rischio anche gli animali che vivono in quello spicchio incontaminato di Maremma.

Erano circa le 11.30 quando i volontari dell’Oasi hanno segnalato ai vigili del fuoco le fiamme che stavano attaccando una delle reti di recinzione dell’area. Una rete che si trova vicina ad alcuni fabbricati ed anche ad alcune voliere. I vigili del fuoco sono arrivati là e hanno visto le fiamme che si dirigevano paurosamente verso le gabbie dove c’erano diversi esemplari di anatre tipiche della zona. I volontari le hanno messe in salvo, liberandole dalle voliere e spostandole in un’altra zona del parco. Ma la stessa cosa non è stata possibile per le tante attrezzature che erano vicine a dove è scoppiato il rogo, che sembra aver avuto origini accidentali. Le biciclette utilizzate per le visite guidate del centro, le canoe che servono per attraversare gli specchi d’acqua dell’oasi, e tutte le attrezzature contenute nei fabbricati vicini alla rete dove è scoppiato l’incendio, sono andate completamente distrutte.

Così come i box dove erano stati sistemati gli attrezzi e parte delle voliere dove c’erano le anatre liberate dai volontari.

I vigili del fuoco hanno chiesto un rinforzo al distaccamento di Orbetello che ha inviato a Burano un’altra autobotte. L’intervento è andato avanti per alcune ore e i vigili del fuoco hanno evitato che le fiamme distruggessero anche le tante specie di alberi che costellano l’area dell’Oasi. Se il rogo si fosse propagato alle chiome, che sono state spente in tempo, sarebbe stato un vero disastro.

L’Oasi, da ieri pomeriggio, è chiusa e così resterà finchè tutta la parte distrutta dalle fiamme non sarà sistemata e messa in sicurezza. Poi toccherà darsi da fare di nuovo, per dotare l’area delle attrezzature distrutte dal rogo che si è scatenato ieri pomeriggio. (f.g.)

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