Il presidio
Cocciniglia del pino il Comune dispone il taglio di 500 piante
L’intervento è previsto nella zona di Principina a Mare Monaci: «È una riqualificazione, metteremo nuove essenze»
PRINCIPINA A MARE. Tornano le seghe a motore nella pineta di Marina e Principina.
Ieri mattina infatti, è stata emanata, dal Comune di Grosseto, una delibera relativa all'abbattimento di cinquecento piante colpite a vario livello dalla fitopatologia portata dalla cocciniglia della corteccia del pino marittimo. Si tratta del matsucoccus feytaudi, un piccolo insetto che succhia la linfa: le piante colpite vanno incontro ad un rapido deperimento.
La distruzione dei pini riguarda la fascia di pineta del territorio comunale, e in special modo la zona di Principina a Mare. Nel dettaglio, il progetto per il «Contenimento alla diffusione di fitopatologia da matsucoccus e riqualificazione vegetale, in aree a verde pubblico con carattere di pineta a Principina a Mare» prevede: il taglio e la pulizia del sottobosco per la protezione antincendio; l'abbattimento e distruzione di cinquecento esemplari di pinus pinaster, colpiti dalla patologia; il trattamento fitosanitario preventivo in endoterapia su mille soggetti in aree a rischio e il reimpianto di trecento nuovi alberi della macchia mediterranea.
L'assessore ai lavori pubblici Giuseppe Monaci ha puntualizzato che: «La delibera riguarda solo la riqualificazione vegetale in aree a verde pubblico con carattere di pineta» perciò equivale a un intervento di manutenzione ordinaria nei 10 ettari di proprietà comunale.
I numeri presenti nel provvedimento sono solo una stima, quindi una previsione di quantità di piante da curare e da abbattere.
In relazione a questo provvedimento, Jacopo Zuccheri della pro loco di Marina di Grosseto, pur non a conoscenza per intero della delibera, è cauto: «Se l'abbattimento è l'unica soluzione all'epidemia da cocciniglia, è giusto procedere all'azione di disboscamento, soprattutto per la sicurezza delle persone, che è la cosa alla quale teniamo di più».
Mentre Maria Patrizia Latini, del Comitato Marina di Grosseto, è pronta a combattere questa scelta, che non condivide: «Questa delibera è stata emanata senza nessuna certificazione degli enti preposti come l'Arpat (ufficio fitosanitario della Regione toscana)».
Inoltre aggiunge che non sono state segnalate quali siano le piante malate e da abbattere perché ancora non sono state martellate, esiste, quindi, il rischio che vengano distrutte anche piante sane.
Latini ribadisce, in questo contesto, anche la differenza che esiste tra pino marittimo e domestico, in quanto in questa ordinanza si fa riferimento soltanto al primo.
«Come comitato di Marina di Grosseto – spiega ancora – invieremo una richiesta al sindaco per chiarimenti relativi alla delibera, coinvolgendo tutti gli enti che sovrintendono alla salvaguardia dell'ambiente. Qui siamo in piena duna, in una zona tutelata. Non si tagliano così 500 piante, vogliamo capire se non ci sia una soluzione alternativa al disboscamento selvaggio»
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