Il Tirreno

Grosseto

«Interventi più fitti nei punti nevralgici»

Don Franco Cencioni: «La situazione di fronte al Duomo è tremenda. Sono anni che la denuncio»

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GROSSETO. Dopo la rissa di venerdì sera don Franco Cencioni, preposto del Capitolo della Cattedrale, è amareggiato per le sorti del suo Duomo. «Queste cose e queste presenze anomale sulla scalinata della chiesa - spiega lui - le ho segnalate non una, ma mille volta a Questura, carabinieri e polizia municipale. Da parte loro abbiamo avuto come risposta: intensifichiamo i controlli. E va bene. Ma forse questo episodio può convincere a intensificare ulteriormente la loro presenza. Capisco peraltro che tutte e tre le forze dell’ordine siano in condizione di disagio per una forte riduzione di personale legata alla crisi economica, quindi fanno di sicuro quel che possono. La situazione non è facile, forse anche per una scarsa partecipazione dei cittadini. La gente transita sempre meno dal Duomo oltre l’ora di cena - dice don Franco - proprio per evitare incontri scomodi». E anche quando passa di lì preferisce andare oltre, per non avere grane. «Tutti noi dovremmo sentirci responsabilizzati ed essere chiamati, essere impegnati a intervenire, se non in modo diretto, almeno chiamando le forze dell'ordine quando vediamo cose che non ci piacciono». Per ultimo, se non c’è possibilità di mantenere vigili fissi ovunque ed è difficile mantenere questa tranquillità, forse si dovrebbe chiedere ai tutori dell'ordine interventi più fitti nei punti nevralgici, per esempio piazza Rosselli e del Duomo, anche a livello di immagine». (el. gi)

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