Il Tirreno

Grosseto

«Impariamo a lavorare tutti insieme»

di Gabriele Baldanzi
«Impariamo a lavorare tutti insieme»

Tapinassi, dirigente del settore in Provincia, sprona operatori e istituzioni a fare di più nell’accoglienza

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GROSSETO. Francesco Tapinassi è il dirigente del settore turismo a Palazzo Aldobrandeschi. Da qualche anno ha fama di essere il guru nelle strategie turistiche locali.

Lo abbiamo intervistato proprio per parlare di turismo, interventi grandi e piccoli da porre in atto da subito per far crescere la Maremma.

Tapinassi, Il Tirreno da mesi porta avanti una campagna di stimolo indirizzata alle istituzioni che hanno competenze in campo turistico. La sensazione è che spesso più che fare sistema, basterebbe sistemare…

«Nel caso della Maremma basterebbe prendere coscienza delle tante positività che connotano questo territorio e lavorare, tutti insieme, per rafforzarle. La soluzione è sempre la stessa in ogni territorio: stabilire un patto condiviso (la promessa da fare agli ospiti) e poi coordinarsi perché non ci siano delusioni. Intanto però partiamo dai dati di fatto: non tutti sanno che la Maremma, allineando tutte le recensioni delle imprese turistiche maremmane, ottiene un punteggio di 8.5 su 10 come gradimento da parte degli ospiti. Cioè siamo una delle destinazioni con il miglior voto in Italia, che è a sua volta il Paese-destinazione - tanto per ricordarlo - con il miglior score del mondo su TripAdvisor».

Ci sono già i primi dati (o tendenze) sulla stagione estiva 2013? Cosa dicono?

«È ancora troppo presto per trarre conclusioni; mancano ancora molti dati di luglio e agosto. Nel primo semestre però aumentano gli stranieri, una conferma di apertura ai mercati internazionali. E la ricerca della Regione presentata in questi giorni sembra confermare una situazione più rosea di quanto si temesse all'inizio dell'anno».

In una terra che vuole puntare molto sul turismo, il vuoto lasciato dalla chiusura delle Apt è stato colmato?

«Prima di tutto vi è una forte e piena consapevolezza dell'importanza del comparto turistico nelle istituzioni, a partire dalla Provincia. E questo è un dato per nulla scontato in Italia. Il progetto della Regione Toscana, di un'unica agenzia regionale, prevede un ruolo attivo dei territori. Penso che la Maremma abbia dimostrato di essere particolarmente presente e propositiva. Per esempio l'hashtag Maremma è uno dei più utilizzati dalla rete, secondo le analisi della Regione. La Provincia, anche grazie alla collaborazione con la Camera di Commercio, è diventata negli ultimi anni un soggetto riconosciuto come forte e autorevole in tutti i tavoli, spesso proponendo soluzioni che poi hanno trovato risposta nelle scelte regionali, primo tra tutti la necessità del Piano Italia di Toscana Promozione, dedicato al mercato interno. Che è molto importante per noi».

A parte pochi consorzi turistici rimasti operativi, oggi solo le Pro Loco danno informazione e promozione turistica. Ma è normale?

«Le pro-loco sono un soggetto determinante nel servizio di informazione turistica, che la legge regionale affida ai Comuni e alla Provincia. In questo ambito abbiamo intrapreso il servizio di informazioni turistiche unico della Provincia con alcune caratteristiche innovative: orario lungo (9-18 ) tutti i giorni (domenica compresa) un telefono dedicato (0564 484848) e una sola mail (infoturismo@provincia.grosseto.it). Poi il massimo coinvolgimento degli uffici comunali, spesso gestiti dalle Pro-loco, la cui organizzazione seguiamo costantemente. Il progetto prevede inoltre i cosiddetti redattori territoriali, che raccontino cosa accade nei vari centri e un presidio quotidiano dei principali canali social. Sulla promozione la riforma della legge ha detto chi è competente. La Provincia non ha possibilità in questo campo, noi possiamo migliorare la fruizione delle informazioni dei visitatori che sono nel nostro territorio e penso che il nostro progetto stia dando risposte».

Nel futuro immediato cosa proponete per cambiare passo? Alcuni Comuni, a partire dal capoluogo, sono nel mirino degli operatori. «Dobbiamo sostenere tutti coloro che hanno iniziato a percorrere il faticoso sentiero del distacco da un localismo autocentrato, che non rafforza il brand di destinazione. Oggi sulla rete le persone scelgono dove andare e, soprattutto all'estero, conoscono a mala pena le macroregioni. La scelta, fin a subito, di lavorare su brand Maremma Toscana, era improntata a dare forza al brand maremmano utilizzando la diffusione di quello toscano. La scommessa per il futuro è quella di far conoscere le mille eccellenze territoriali inserendole in brand percepiti e riconoscibili dai turisti. Solo insieme e con un passo in avanti nella logiche di visibilità online potremmo rendere più conosciuta la Maremma».

Fissiamo un obiettivo da raggiungere entro l’estate 2014. «Un modo nuovo di lavorare tutti insieme. È questa la sfida reale. Diventare una destinazione empatica, in grado di ascoltare chi ci viene, chi ci lavora, chi ha compiti istituzionali. Noi lo sforzo lo stiamo facendo, il comitato di redazione per la narrazione diffusa del territorio sarà sempre di più un luogo aperto, a cui sarà possibile collaborare. Abbiamo invitato i Maremmans, una nuova realtà associativa nata da un progetto di formazione fortemente voluto dall'assessore Gianni Chelini e che ha permesso di avvicinare molti operatori del territorio alle dinamiche del social media marketing. In questi giorni abbiamo lavorato al tavolo con i consorzi turistici, predisponendo con la Camera, le proposte a Toscana Promozione. Sempre più spesso siamo chiamati a raccontare cosa abbiamo fatto in questi anni e alcune delle nostre idee sono diventate modello per altre destinazioni. Il mio auspicio è che tutto questo lavoro diventi sempre più radicato ed usato nel nostro territorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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