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La storia / Da Milano al Giglio per sentirsi più vicina all’amico scomparso

La storia / Da Milano al Giglio per sentirsi più vicina all’amico scomparso

L'amica e collega Jolanda, cinquantenne, sull'isola per ricordare Giuseppe Girolamo una delle persone scomparse nel naufragio della Costa Concordia

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All'antivigilia dell'operazione di raddrizzamento della Concordia, quando tutti gli occhi sono puntati sui dettagli tecnici, il pericolo inquinamento, l'incognita sul relitto che deve tornare a galleggiare, la nave naufragata al Giglio un anno e mezzo fa continua a raccontare anche storie di uomini e di lutti.

Come quello di Giuseppe Girolamo, musicista sulla nave da crociera, morto durante il naufragio. L'amica e collega Jolanda, cinquantenne, cantante sulle navi da crociera, ha percorso centinaia di chilometri da Milano a Porto Santo Stefano, attraversando il mare, per una toccata e fuga sull'isola. Solo per sentirsi più vicina all'amico e a chi non c'è più.

"È la prima volta che vengo al Giglio, ho voluto far passare del tempo ma non credevo che mi desse un'angoscia così forte. Ho pianto per quasi tutto il viaggio, oggi sembra che piangere sia un segno di debolezza ma io non riesco a frenarmi neanche adesso", racconta Jolanda. "Lui ha dato la vita per aiutare altre persone - ricorda - Se penso ai momenti interminabili che lui e le altre persone hanno vissuto su quella nave, non ho parole".

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