Il Tirreno

Grosseto

La sala Eden cade a pezzi ma un gestore non c’è

di Maurizio Bernardini
La sala Eden cade a pezzi ma un gestore non c’è

Dopo la rinuncia dell’Uisp il Comune valuta se fare un nuovo bando o richiamare due soggetti esclusi. Ma il problema è che l’affitto è esoso e ci sono da fare lavori

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GROSSETO. Ben 21 iniziali manifestazioni d’interesse, 20 ritenute idonee, tre soggetti finalisti, due esclusi per vizi di forma nella documentazione presentata e il terzo, la Uisp, che si ritira ad affidamento (provvisorio) avvenuto. L’Eden è sempre più come la Bella di Torriglia, tutti la vogliono, ma nessuno la piglia. Dei tanti contendenti iniziali non ne è rimasto neppure uno e adesso la storica balera che ha segnato un’epoca rischia di rimanere zitella. Sarà perché i 36mila e 600 euro chiesti per il canone annuo dal Comune (Iva esclusa) non sono proprio poca roba; sarà che c’è la crisi e che nessuno vuole investire; sarà che c’è chi si tira indietro come la Uisp, che saluta a titolo d’indennizzo per la mancata sottoscrizione del contratto di locazione la cauzione versata a suo tempo “a garanzia della serietà dell’offerta”, pari a 3mila e 490 euro; insomma, sarà che in ballo ci sono tante variabili, ma il fatto resta sempre lo stesso: l’Eden è chiusa dalla scorsa estate e ancora nessuno sa se e quando riaprirà. Difficile prevedere cosa potrebbe accadere. Di certo nulla di definitivo, almeno di qui a breve. Voci di corridoio parlano di una scappatoia che potrebbe coinvolgere gli altri due soggetti arrivati all’assegnazione finale, ma appunto esclusi per dei vizi di forma nella stesura dei progetti. Si tratta della società Piccolo Mondo (stessa proprietà del Tartana) e del trio composto da Chiara Ghilardi, Enza Valentini e Cristian Montani, una piccola cordata che, in caso di esito positivo della trattativa, si sarebbe costituita in impresa. Ma sono solo ipotesi e poco più. L’iter più lineare sarebbe quello di ripartire con l’ennesimo bando, il tutto corredato di ulteriori attese e lungaggini. E comunque, trascinare la faccenda per qualche altro mese potrebbe servire a poco: gestire una risorsa come l’Eden (malridotta e da ristrutturare in più punti) e chiedere il pagamento di cifre così elevate non è il massimo. Per il Comune il mantenimento della sfumatura sociale della sala è essenziale. Ma per dirla con le parole del presidente provinciale Uisp, Sergio Stefanelli, «Con il solo sociale e il ricreativo non è possibile pagare la locazione, tutto qui». Nuovo bando o qualche altra via d’uscita, l’importante è che si faccia presto. O la Bella di Torriglia resterà zitella.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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