L’ex Agraria finisce in Procura Dubbi sull’agibilità
Il movimento Massa Comune si rivolge al magistrato per la concessione rilasciata su tre appartamenti
MASSA MARITTIMA. Per l'ex Agraria arriva ancora un esposto alla Procura della Repubblica: stavolta a finire nell'occhio del ciclone l'agibilità della costruzione.
Un documento di alcune pagine, dove vengono citate leggi, date e trattati di urbanistica per far presente ai magistrati che cosa c'è che non va nell'intervento.
Massa Comune, movimento civico della città del Balestro, continua la sua marcia contro il progetto che prevede la realizzazione di 42 unità abitative, dove i membri del gruppo vedono irregolarità varie. Non sono bastati allo schieramento politico il ricorso al Tar, il coinvolgimento del Consiglio di Stato, alcuni appelli all'autorità giudiziaria e pure un’ interrogazione al ministro della Giustizia, adesso tocca alla Procura.
L'ipotesi ventilata adesso come si evince dal documento redatto dal geometra Massimo Grisanti (tecnico di Massa Comune) è di lottizzazione abusiva e danno erariale.
La questione ruota intorno all’agibilità di quello stabile nello specifico a tre appartamenti che pare abbiano ricevuto il benestare per essere abitati.
Quello che dalla lista civica chiedono alla magistratura è in pratica che cosa stia accadendo all'ex Agraria, se l'agibilità riguarda tutto il complesso o solo le tre unità abitative e sopratutto se sono stati fatti tutti i collaudi e le opere di urbanizzazione previste nel progetto iniziale. «Se si è concesso i permessi – spiega Federico Montomoli di Massa Comune – si presuppone siano stati dati per tutto il complesso altrimenti sarebbe come se un auto fosse stata collaudata dando l'ok alle sole ruote anteriori per fare un esempio pratico. Quello che chiediamo è di verificare se esistano quindi gli atti che comprovino gli avvenuti test su tutta la costruzione (dalle caldaie, agli altri impianti) e se siano state concluse tutte le opere urbanistiche che poi diventeranno di proprietà pubblica, strade, illuminazione, fogne e quant'altro». Sono finiti i lavori? È stata già comunicata la conclusione dell'intervento? I documenti sono agli atti?
Domande e dubbi che la civica gira direttamente alla Procura di Grosseto che a parer loro dovrebbe indagare sulla questione. Tirati in ballo nell'esposto il sindaco Lidia Bai, il responsabile del settore urbanistico e il segretario comunale, nel documento il geometra chiede di indagare «in ordine alla sussistenza di false dichiarazioni in atto pubblico riguardanti l’attestazione di agibilità che risulterebbe essere stata presentata al Comune di Massa Marittima per il complesso dell’area ex Agraria – si legge nel documento - e se l’architetto Assuntina Messina nelle vesti di dirigente comunale abbia, o meno, omesso di adottare atti doverosi del proprio ufficio inerenti il contenuto della documentazione che sarebbe stata presentata». Massa Comune lancia un ulteriore attacco finale nell'esposto parlando di una prossima denuncia dettagliata che ipotizzerà il reato di falso in atto pubblico. La battaglia non finisce qui insomma, la civica ha altre cartucce da sparare e a quanto pare lo farà presto.
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