Il presidio
Cassa integrazione Banca di Maremma anticipa i soldi
GROSSETO. Pagare le bollette, evitare di farsi staccare le utenze, far fronte al mutuo e magari riempire il frigorifero. Bisogni di vita quotidiana, di quel minimo che dovrebbe essere garantito a chi...
GROSSETO. Pagare le bollette, evitare di farsi staccare le utenze, far fronte al mutuo e magari riempire il frigorifero. Bisogni di vita quotidiana, di quel minimo che dovrebbe essere garantito a chi porta attaccato al nome e al cognome anche l’aggettivo lavoratore. Dipendente, in questo caso.
Gli operai della Mabro, per cinque mesi sono rimasti senza stipendio. C’è voluto il passaggio dal concordato, che garantisce i crediti dei lavoratori per tornare all’erogazione dello stipendio che, per due mesi, hanno ricevuto i dipendenti che hanno scelto di restare in azienda. Il resto, chi combatte da mesi ogni giorno con la cassa integrazione, ancora non ha ricevuto dall’Inps quanto spetta loro. E ancora una volta, nella vicenda ex Mabro, è intervenuta la Banca di Maremma, che ha versato sui conto correnti dei dipendenti gli anticipi della cigs.
La questione, anche in questo caso, non sembra facile da risolvere nel giro di poco tempo. A luglio infatti, al Ministero è stata presentata la richiesta di cassa integrazione per crisi. Ma la risposta, ancora non c’è. E la società, che aveva deciso di chiedere l’accesso all’ammortizzatore sociale attraverso il percorso della ristrutturazione, non ha ancora ricevuto un euro. Così, la Banca di Maremma, ha deciso di non interpellare nessuno (né Fidi Toscana e nemmeno la Regione) per ottenere garanzie. Ma ha aperto una procedura d’anticipo versando nei conti dei dipendenti rimasti senza stipendio duemila euro ciascuno. «È poca cosa rispetto a quanto devono avere dallo Stato - dice Fabio Becherini, vicedirettore della banca - ma almeno speriamo che questo contributo sia servito a qualcosa». Una sorta di “pronto intervento” per il quale non sono state richieste garanzie se non ai dipendenti stessi. «Il principio è che se il lavoro riprenderà, come tutti ci auguriamo e torneranno gli stipendi - dice Becherini - i lavoratori ci restituiranno il prestito. A garanzia infatti abbiamo messo solo i loro tfr e appunto quello che l’Inps dovrà versare nel momento in cui otterrà il via libera dal ministero per la cassa integrazione». Un’operazione fatta solo per tamponare un’emergenza che stava rendendo la vita impossibile ai lavoratori, rimasti per lunghi mesi senza stipendi e senza cassa integrazione.
Ora, quei soldi sono arrivati. E martedì, i dipendenti della Mabro, quelli che sono ancora in sciopero, si riuniranno alle 16.30 in assemblea per decidere il da farsi. Se rientrare, dando fiducia a Santoro oppure restare in sciopero. (f.g.)
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