Il Tirreno

Grosseto

Titolare non paga, inquilina resta senza gas

 Titolare non paga, inquilina resta senza gas

Roselle, la proprietaria di una casa non salda il conguaglio e Geacom stacca il contatore agli affittuari

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GROSSETO. All’improvviso la fiamma si è spenta, poi un leggero odore di gas, poi più niente. Così, con la pasta a metà cottura, Giuliana Landucci, madre di una bambina e figlia di una donna malata che necessita di assistenza domiciliare costante, ha scoperto di essere “in debito” con la Geacom, la società che distribuisce il gas metano a Grosseto. O, meglio, che quel debito non era neanche suo, ma che toccava a lei subirne tutte le conseguenze.

«Abito in una casa in affitto a Roselle – spiega la signora Landucci – e cinque giorni fa quelli della Geacom sono venuti a staccare il gas. Risulta, infatti, che la proprietaria della casa, titolare dell’utenza, non ha pagato il conguaglio. Così, senza neppure un minimo preavviso, mi hanno tagliato il gas».

Il credito vantato dalla Geacom è di 837 euro. «Di questi 637 deve pagarli la proprietaria perché si riferiscono al periodo precedente rispetto al mio ingresso in quell’appartamento; il resto compete a me».

L’errore della signora, o per meglio la dimenticanza, è stata quella di non fare la voltura delle utenze. «Man mano che arrivavano le bollette – spiega Giuliana – la proprietaria me le portava e io le pagavano. Non sapevo di questo arretrato».

Sul momento la signora ha cercato di bloccare i tecnici della Geacom chiamando pure i carabinieri. «Ma non c’è stato nulla da fare», spiega. Poi si è rivolta alla società per chiedere di poter pagare almeno la quota che le spetta, così da potersi far riallacciare la fornitura. «Ma mi hanno detto che senza la voltura a mio nome non si può fare», spiega. Quindi è andata dalla proprietaria della casa per chiederle di fare la sua parte. «E non vuole pagare», dice Giuliana.

Insomma, una situazione senza via d’uscita, un labirinto kafkiano che sta mettendo in grossa difficoltà la famiglia. «Mia madre è ammalata, e senza gas e acqua calda non posso né cucinare né lavarla – spiega Luciana – e ora che ci avviamo verso la stagione fredda sono molto preoccupata. Per di più io sono disoccupata, lavoro saltuariamente e non posso sostenere tutta la spesa del conguaglio. Cosa che, comunque, non sarebbe giusta. Questo modo di fare e queste regole sono davvero assurde. Insomma, qualcuno mi aiuti».

Ieri Il Tirreno ha cercato più volte di contattare la Geacom – ramo della società che si occupa della fatturazione – e il suo responsabile per chiedere spiegazioni su quanto accaduto e per poter dare alla signora Landucci le indicazioni necessarie a risolvere al più presto il groviglio. Dopo alcuni tentativi, però, non è stato possibile ottenere un’intervista. Speriamo che una risposta arrivi presto almeno alla signora Giuliana. (f.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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