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«Solo la metà paga sul bus il sindaco deve incontrarci»
FOLLONICA. Una delegazione di autisti della Tiemme chiede un appuntamento con il sindaco e dal Comune viene loro negato. E per questo protestano. «Abbiamo chiamato in municipio il 13 agosto scorso...
FOLLONICA. Una delegazione di autisti della Tiemme chiede un appuntamento con il sindaco e dal Comune viene loro negato. E per questo protestano.
«Abbiamo chiamato in municipio il 13 agosto scorso – raccontano due dipendenti del trasporto urbano – per parlare con il primo cittadino dei problemi che ogni giorno affrontiamo, specialmente in seguito all'episodio in cui due extracomunitari hanno aggredito uno di noi perché aveva chiesto loro il biglietto».
A quanto raccontano dal municipio la risposta è stata negativa, anche se Eleonora Baldi spiega di non saperne nulla.
«Se vogliono parlare con me non ci sono problemi anzi sono pronta ad ascoltarli, anche se sono dipendenti di un'azienda a cui dovrebbero far riferimento», spiega il sindaco della città del golfo.
Loro però sostengono che trattandosi di un servizio pubblico in mano all'amministrazione e affidato tramite appalto a terzi, chi governa la città deve sapere che cosa accade sui bus e quali sono le questioni che preoccupano gli autisti.
«Innanzitutto su circa duecento persone che d'estate utilizzano i mezzi urbani ogni giorno a Follonica solo la metà oblitera il biglietto – spiegano – e questo dovrebbe interessare il Comune. Altra cosa che avremmo voluto chiedere è che tipo di atteggiamento dobbiamo avere nei confronti di chi non paga e che spesso occupa tutto lo spazio tanto che molti utenti in regola evitano di salire quando vedono determinate situazioni».
Problemi concreti, che richiedono attenzione. «Vorremmo una maggiore tutela: a tutte quelle persone che d'estate arrivano a Follonica per fare affari perché non vengono imposte delle lezioni di educazione civica quando viene rilasciato loro il permesso di soggiorno?».
La delegazione racconta di aver proposto più volte al Comune un piano del traffico che risponda alle esigenze degli autobus, che spesso rischiano di scontrarsi con altri mezzi per mancanza di spazio e per problemi logistici di mobilità.
«In vari punti della città noi non potremmo neppure entrare – spiegano gli autisti - perché ci sono dei cartelli che vietano l'accesso ai mezzi più lunghi di 10 metri ma senza riportare la dicitura “esclusi i bus di linea” che ci darebbe il via libera. Lavoriamo con mezzi antiquati che ancora non sono dotati di pedane per l'accesso dei disabili tanto che dobbiamo provvedere noi ogni volta ad aiutare le persone con handicap a salire».
Una serie di problemi concreti quindi, non secondari in una città che vorrebbe vivere soprattutto di turismo e quindi di buona accoglienza. Ora toccherà al sindaco rispondere alle loro istanze.
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