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Grosseto

«Sarmiento era stato assistito con cura»

«Sarmiento era stato assistito con cura»

La Asl replica sul caso del colombiano morto al Misericordia: familiari sempre tenuti informati

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GROSSETO. «E’ un diritto dei familiari conoscere la causa della morte di un loro caro; è un loro diritto rivolgersi alle forze dell’ordine e alla magistratura se ritengono di aver subito un danno; è un diritto della stampa avere accesso alle notizie, è un diritto dei cittadini quello di essere informati, ma di essere informati correttamente. Da parte nostra non ci siamo mai sottratti al dovere di dare notizie, né ai pazienti e ai familiari, né alla stampa».

La direzione aziendale della Asl 9 risponde con queste parole alle polemiche dei familiari di un anziano cittadino colombiano, Efrain Sarmiento, deceduto a metà agosto, all’ospedale Misericordia di Grosseto, in conseguenza di una grave patologia. Una vicenda riportata su queste pagine, dando voce alle posizioni della famiglia che si è rivolta alla Procura. La Asl però tiene a precisare alcuni aspetti, dando la propria versione su quanto avvenuto.

«Purtroppo – prosegue la nota – quanto è stato pubblicato negli ultimi due giorni non corrisponde alla verità, benché scritto nero su bianco in una circostanziata denuncia alla Procura della Repubblica da parte dei familiari, dei quali siamo sempre stati a disposizione, ogni qual volta si sono rivolti ai nostri medici per le informazioni sul loro congiunto. Informazioni che non possiamo certo utilizzare oggi per rispondere loro sulla stampa. Possiamo solo dire che il paziente ha seguito un regolare e complesso percorso diagnostico e terapeutico, sul quale i familiari sono sempre stati informati da parte dei nostri medici. Tra le altre cose, l’uomo aveva più volte espresso il desiderio di tornare nel paese natale, ma sono stati i sanitari, data la gravità delle sue condizioni a sconsigliargli di lasciare l’ospedale».

Da parte della Asl viene esternata «l’impressione che la pressione mediatica di questi giorni e le coincidenze abbiano giocato un ruolo non secondario nelle emozioni dei familiari, che si lasciano andare ad alcune ipotesi sulle cause di morte, legate al fatto di cronaca avvenuto in Rianimazione, non supportate da alcuna evidenza clinica».

«Attendiamo serenamente che si concludano le indagini degli inquirenti - conclude la Asl - e restiamo a disposizione dei familiari per qualunque chiarimento, nella certezza che il loro congiunto abbia avuto tutta l’assistenza necessaria e adeguata alla patologia che lo affliggeva».

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