Il Tirreno

Grosseto

Palio nel giorno di scuola Lo sdegno della Consulta

di Fiora Bonelli

In vista della corsa il paese sperava che l’istituto rimandasse l’inizio delle lezioni Ma così non è stato. La massima autorità delle contrade: «Decisione assurda»

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CASTEL DEL PIANO. «Splendida pensata», l’apertura delle scuole dell’istituto comprensivo di Castel del Piano il 9 settembre, giorno «da secoli deputato allo svolgimento della tradizionale fiera di merci e bestiame, per antica e originaria concessione della Repubblica di Siena datata 1402». La Consulta delle contrade e il Magistrato di Castel del Piano sparano a zero sulla decisione di riaprire le scuole dell’istituto comprensivo proprio il 9 settembre, quando la tradizione vuole che ci siano fiera e festeggiamenti.

«Tutto questo in ragione di cosa?», si chiedono i massimi organi delle contrade. «Di una data sbagliata – dicono – scelta tra possibili e plausibili altre che invece, come in passato, non lo sarebbero state e presa, si vocifera, per ragioni inerenti non la didattica e l’organizzazione del servizio scolastico (che per altro infatti come detto risulterà monco d’importanti servizi) ma esclusivamente allo scopo di mettere da parte ore di servizio utili ad essere recuperate in giornate successive, magari in funzione di ponti nell’anno scolastico».

Questo almeno è ciò che appare, fanno sapere le Contrade, «non essendoci in effetti altra interpretazione plausibile ed è ciò che si dice e si pensa nelle strade tenendo presente il motto latino vox populi vox dei».

La Consulta e il Magistrato fanno presente che la scelta della data di apertura delle scuole «non consente alle scuole stesse di essere pronte ad offrire servizi essenziali come quello della mensa scolastica o quello del trasporto con apposito mezzo degli alunni impossibilitati a raggiungere la scuola elementare con altri sistemi.

La Consulta delle Contrade e il Magistrato del Palio, si sono spesi nel tentativo di far rivedere la decisione fin dal mese di giugno, unendosi in questo sforzo al medesimo tentativo operato dal sindaco di Castel del Piano e poi dai sindaci degli altri comuni amiatini.

Tutto ciò non è servito a far cambiare una decisione che pare assurda e priva di fondamento concreto e pratico. «Il nostro intervento – incalzano le contrade – era, ed è, teso a dichiarare che chiunque abbia assunto la decisione da noi contestata va ad assumersi una grave responsabilità di fronte a tutta la cittadinanza, responsabilità per nulla condivisa e che anzi rimandiamo direttamente a chi ha inteso prendersela. Da parte nostra non possiamo fare altro che archiviare con rammarico la questione: non prima di aver in ogni modo e con ogni mezzo attirato l’attenzione di tutti su questo fatto increscioso ovviamente dissociandocene in pieno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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