Il presidio
La tv nipponica in Amiata
Montelaterone al centro di un documentario del Sol levante
ARCIDOSSO. L’Oriente continua ad amare l’Amiata. Così la frazione di Montelaterone parlerà giapponese e andrà in proiezione nel canale satellitare di Tokio Bs Nippon.
Una troupe televisiva giapponese, infatti, guidata dalla regista Yuki Koikeda, con cameraman e interprete al seguito (l’ interprete si chiama Hiromi Saga), infatti, dal 19 al 25 agosto ha soggiornato a Montelaterone, per girare un documentario che racconti la vita familiare ed economica di uno dei più appartati paesi della Toscana.
Così, dopo contatti con l’amministrazione comunale e la Pro Loco, ottenuto l’ok, hanno trascorso sei giorni all’ombra della Roccaccia, alla scoperta di un tempo che si è quasi fermato rispetto ai frenetici tempi cittadini e nipponici.
Sono entrati nelle aziende locali (tra le altre quelle di Bindi e Feri), ma soprattutto hanno voluto conoscere il paese con i suoi scorci mozzafiato, la vita di una famiglia tipo, le tradizioni, la musica, le consuetudini giornaliere.
È stata la famiglia di Andrea Pallari che con la moglie Italia e i due figli Sofia di 8 anni e Samuele di 14 anni, si sono volentieri prestati a fare da protagonisti e ciceroni alla troupe.
«Abitiamo proprio accanto alla Roccaccia – spiega Andrea Pallari – e ci sono certi scorci che pochi conoscono e che invece noi abbiamo indicato agli amici giapponesi. E poi li abbiamo portati al vecchio frantoio, nei vicoli dove c’erano pure le donne a veglia davanti alle porte, ci hanno seguito ovunque sera e pomeriggio e mattina. Hanno assistito alle prove del coro dei Pennati pè cantà, il gruppo folkloristico di Montelaterone di cui faccio parte. Poi in questi giorni di soggiorno, era anche il compleanno di mia figlia Sofia e così hanno assistito alla preparazione e alla festa all’aperto. Non è mancata la pizza, perché domenica scorsa c’era in programma la “spizzata” montelateronese».
La frazione di Montelaterone a quel che racconta Pallari, è stata scelta dal caporedattore di Bs Nippon alla ricerca di un “sogno toscano”, e l’Amiata deve proprio essere il simbolo di questa Toscana sospesa fra vecchio e nuovo.
Infatti piace all’Oriente, come dimostra il fatto che solo pochissimi anni fa i canti raffinati e popolari dei Cardellini del Fontanino di Castel del Piano fecero da colonna sonora a un film documentario cinese che si proponeva di promuovere il “sistema Toscana” attraverso un’operazione culturale di alto profilo per la regia di un autore come Wang Xiaoshuai, premio speciale al Festival di Cannes col suo “Shangai dreams”. E proprio Xiaoshuai girò Tuscany dreams, un viaggio attraverso la Toscana per raccontarla ai cinesi, così come il documentario di Yuki Koikeda, racconterà Montelaterone solo ai giapponesi.
Fiora Bonelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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