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Mercato coperto, bello e “impossibile”
Molti negozianti vorrebbero entrare nella struttura di piazza Lavatoi, ma i bandi tardano. Così 9 posti su 23 restano vuoti
GROSSETO. Posti liberi al mercato coperto, ma il bando per assegnarli non c’è. I numeri parlano da soli: su ventitré postazioni ben nove sono vuote. Da anni.
È così che tra gli storici esercenti che da vent’anni offrono prodotti di qualità monta il malumore. Tenere delle postazioni sfitte, al Comune, costa quattrini. E più di qualcuno si chiede come mai tutto sia fermo. Sì, perché magari per aggiudicarsi tutti i banchi deserti non c’è la ressa (come confermato, dati alla mano, dall’amministrazione), ma chi avrebbe il desiderio di entrare a far parte del mercato coperto c’è, solo che rimane fermo, ingarbugliato dalla burocrazia e dai rinvii. Un’attesa infinita che coinvolge una signora: ha lasciato la propria attività nella speranza di aprire – un giorno – nella struttura comunale. Vende salumi e formaggi di qualità e al mercato, in mezzo a tanta altra merce genuina, farebbe ottimi affari; e accade anche a un altro imprenditore locale, pure lui non è riuscito – almeno per il momento – a chiudere il tanto agognato accordo. Ma come mai il bando che potrebbe sbloccare le cose non arriva? Dal Comune fanno sapere che l’ultimo atto utile per l’assegnazione dei posti c’è stato nel luglio 2012.
In quell’occasione l’interesse degli esercenti fu tiepido: «In ballo – dice l’assessore al commercio, Emanuel Cerciello - c’erano dieci spazi. Parteciparono due operatori e di questi solo uno concluse l’affare. Anche negli anni passati, ben prima che io arrivassi in giunta, ricordo bandi andati addirittura deserti. Fu chiesta una mano pure alle associazioni di categoria, per cercare di capire se fosse stato possibile riempire le postazioni, ma non se n’è fatto di nulla». Poi, nell’aprile di quest’anno, la Regione ha modificato la legge 28, quella che regola il commercio. Sono state inserite varianti su durata degli affidamenti (prima decennali, adesso variano tra i 9 e i 12 anni) e requisiti da presentare al momento della gara. «Un qualcosa – prosegue Cerciello - che ha dilatato i tempi per arrivare al bando 2013. La Regione ci aveva anche assicurato che avrebbe concertato con sindacati e associazioni di categoria: deve trovare un accordo di massima per uniformare i contratti in tutte le città toscane. Ma ancora non abbiamo risposte. E infatti non è un caso che nessun capoluogo abbia assegnato nuovi posti».
Ma la faccenda non può certo rimanere sospesa nel solito circuito all’italiana, fatto di rimpalli d’accuse e burocrazia. Servono i fatti e l’assessore prende un impegno preciso: «Posso assicurare che il bando, comunque, si farà. Lo prendo come un mio impegno. Entro la fine dell’anno, massimo gennaio 2014, daremo vita alla gara. Il mercato coperto è una realtà importante, con esercenti che propongono alimenti di primissima qualità, sarà tutelato». Prima del bando però è necessario far passare le nuove norme al vaglio del consiglio comunale. Lì sarà affrontato anche il possibile allargamento delle tipologie di merci in vendita: «C’è chi si è proposto per aprire attività non alimentari dentro il mercato coperto. Potremmo lavorarci su». Ma se quei banchi sono sì convenienti (grazie a prezzo calmierato, posizione centrale e copertura da pioggia, freddo e caldo assicurati) ma difficili da riempire, come mai non si va all’assegnazione diretta? «Non sarebbe proprio possibile. Le cose vanno fatte secondo le norme e secondo le regole della trasparenza. Stiamo parlando di una cosa pubblica, dunque deve essere aperta anche a chi non è di Grosseto». Fare lì attività di ristorazione? Difficile, «e comunque ci sarebbero problemi per gli orari».
Un’ultima segnalazione va fatta: sul marciapiede di via Cimarosa c’è una grata che sta per cedere. Transennarla sarebbe peggio e ostruirebbe il passaggio, va solo sostituita. Un’operazione semplice che può salvare l’osso del collo di qualche malcapitato.
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