Il Tirreno

Grosseto

La veranda del bar può restare dov’è

di Paola Villani

Il Consiglio di Stato dà ragione ai proprietari del locale del Filare e sospende per ora la decisione del Tar

2 MINUTI DI LETTURA





GAVORRANO. Il Consiglio di Stato sospende la decisione del Tar: la veranda può rimanere fuori dal bar ristorante del Filare.

Una vicenda complicata iniziata l'anno scorso quando il Comune di Gavorrano ha ordinato lo sgombero della struttura circa ottanta metri quadrati di tendone che si trovano fuori dal punto di ristoro del Filare, locale molto frequentato dai cittadini e ritrovo della squadra di calcio gavorranese.

Fino al 2012 nessuno aveva mai detto nulla su quella tenda, poi l'arrivo dell'atto dell'amministrazione subito impugnato dalla cooperativa La Colonna allora proprietaria della Pergola (nome dell'attività fino a poco fa, oggi Peccato originale perchè ceduta dai vecchi proprietari ad altri imprenditori). Il Tar però al quale si erano rivolti i gestori aveva confermato la tesi del Comune decisione per adesso sospesa dal Consiglio di Stato che rimanda il tutto a marzo del prossimo anno quando la causa verrà discussa nel merito. Doveroso un passo indietro: a quanto dicono i bene informati l'ordinanza comunale scattò a seguito di una soffiata.

Pare infatti che la causa di tutto il contendere sia partita dalla segnalazione di una cittadina molto probabilmente disturbata dai rumori provenienti dal locale. Sotto la veranda solitamente stavano e stanno molti clienti del bar ristorante e l'insieme di voci forse danno fastidio a chi abita vicino.

L'ordinanza ha avuto una tempistica molto particolare, è arrivata nel momento in cui a Gavorrano non c'era un sindaco visto che Massimo Borghi era appena decaduto per ineleggibilità e ancora non era arrivato il suo successore. Anche su questo aspetto hanno fatto leva i legali de La Colonna spiegando poi ai giudici che quella struttura esisteva già da prima del loro arrivo. Il Tar però aveva risposto a questa censura spiegando che prima i vecchi proprietari dei fondi avevano delle concessioni temporanee per delle strutture rimovibili (mentre l'attuale era stata giudicata fissa) poi scadute e quindi non più valide. Una questione non semplice ma che ha interessato molto il dibattito locale perché quel locale è un punto di ritrovo amato da chi abita in quelle zone e quindi ogni fatto che lo riguarda fa discutere i gavorranesi. Ora il colpo di scena: il Consiglio di Stato congela ogni decisione fino all'11 marzo del 2014, perché la questione è troppo complicata e necessita di approfondimenti. «Considerato che, allo stato, in rapporto anche alle (per taluni aspetti forse non del tutto inattendibili) censure in relazione all’opinabile inamovibilità della discussa struttura – spiegano i giudici - in una vicenda connotata da un necessario approfondimento nel merito, s’impone un accoglimento dell'istanza cautelare».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web