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Inps e Inpdap sposi Il regalo di nozze? Tre lavoratori a casa
GROSSETO. C’è chi la chiama spending review, ma per alcuni fa rima con fregatura: a poco meno di due anni dalla nascita del “Super Inps” (governo Monti, decreto 4 dicembre 2011) continuano le beghe...
GROSSETO. C’è chi la chiama spending review, ma per alcuni fa rima con fregatura: a poco meno di due anni dalla nascita del “Super Inps” (governo Monti, decreto 4 dicembre 2011) continuano le beghe organizzative e altre persone rischiano di perdere il posto di lavoro.
La fusione tra Inps, Inpdap ed Enpals _ denunciano i sindacati _ ha portato in dote una discreta quantità di esuberi. Una trentina, secondo la Cgil, solo in Toscana. A Grosseto sono due le dipendenti (addette alla reception) appese a un filo, mentre un’altra ha già detto addio al proprio impiego dallo scorso giugno e ora spera di rientrare. Il contratto delle addette all'accoglienza sarebbe scaduto nel giugno 2015.
A rivolgersi all’Inps grossetano, secondo i sindacati, sono circa mille e 500 persone al mese: suggerimenti, cortesia e propensione all’ascolto sono d'obbligo. Le due lavoratrici si sono sempre date da fare. Ma il passaggio dell'istituto per cui lavoravano, l'Inpdap, sotto la sfera di pertinenza Inps, ha accelerato l’uscita di scena delle dipendenti che comunque, al momento, non hanno ricevuto comunicazioni scritte.
Quel che fa montare la rabbia di una delle lavoratrici a rischio è una condotta a macchia di leopardo: «In diverse zone d'Italia, pur con la fusione tra gli istituti previdenziali, non si è andati dritti ai licenziamenti, anzi. Esistono dunque figli e figliastri? Ho 46 anni e una famiglia da tirare avanti: se mi mandano via, dove lo ritrovo lavoro?».
Chi è già a casa è invece la dipendente che curava le pulizie negli uffici Inpdap di via Repubblica Dominicana: il contratto scadeva il 30 giugno scorso e il passaggio sotto l’Inps non ha migliorato le cose. «Ma adesso _ dice _ in via Trento l’istituto utilizza due palazzi e non più uno, quindi magari hanno bisogno di una persona in più per pulire. Negli ultimi 14 anni ho sempre lavorato con l'Inpdap: cambiavano le imprese e gli appalti, ma io rimanevo. E ora?».
A dare man forte alle lavoratrici arrivano le Rsu Inps: «Le colleghe in questi cinque anni si sono distinte per la grande professionalità e il senso di responsabilità con cui hanno apportato il loro prezioso contributo lavorativo. Un contributo che ha consentito a questa sede di raggiungere importanti standard nell'erogazione dei servizi e in termini di efficienza». Eliminare le figure che operano alla reception vorrebbe dire subire «inevitabili ripercussioni sulla qualità e la tempistica dei servizi erogati».
È scattata anche la raccolta firme tra gli utenti: quasi 200 adesioni in tre giorni. E la Cgil promette battaglia: «Con l’arrivo del “Super Inps” _ incalzano Salvatore Gallotta (Funzione pubblica) e Andrea Ferretti, (Filcamsl) _ anche gli appalti dedicati a pulizie dei locali Inpdap e accoglienza della clientela sono saltati. E tutto senza che nessuno si sia preso la briga di cercare una soluzione per salvare posto dei lavoratori e servizi. Come Cgil ci siamo mossi anche a livello regionale, ma la direzione Inps, dopo alcuni incontri, ha ritenuto bene di non presentarsi più al tavolo di crisi istituzionale: un atteggiamento irrispettoso. Noi comunque andremo avanti e faremo tutto il possibile per tutelare l’impiego delle nostre lavoratrici».
Ma a quanto ammonta il risparmio per l’Inps? «Le dipendenti _ spiegano Gallotta e Ferretti _ guadagnano meno di 700 euro al mese. Parliamo di contratti part time, poca roba se confrontata con molti altri sprechi, tra cui i super stipendi di qualcuno e i quattrini “investiti” per mantenere l'archivio Inpdap: tutto è ancora nella vecchia sede che l'istituto ha, in affitto, alla Cittadella».
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