Il presidio
«Certo che se si continuano a fare i tagli...»
Il sindaco di Capalbio: «Serve capire se i carichi di lavoro possano aver contribuito all’errore umano»
CAPALBIO. È passato un mese. E l’assessore regionale Luigi Marroni non ha ancora risposto al sindaco di Capalbio Luigi Bellumori che lo invitava a partecipare - nel suo Comune - a un consiglio straordinario sulla sanità. Nessuna riposta telefonica, neppure un cenno scritto a una richiesta diventata sempre più “calda” per il territorio, visto che va a incidere sull’ipotesi di ridimensionamento dei piccoli ospedali come quello di Orbetello. La richiesta, al momento, è naufragata in un silenzio assordante che Bellumori giudica quantomeno “singolare”, come spiega lui.
«È dal 30 luglio - dice - che a nome del consiglio comunale ho scritto all’assessore regionale Marroni e non ho avuto alcun riscontro. Eppure lui la raccomandata l’ha avuta, visto che la ricevuta di ritorno mi è arrivata». In realtà nessun riscontro gli è arrivato neppure dal presidente dell’articolazione zonale «che è pure il sindaco di Orbetello Monica Paffetti, né dal presidente della conferenza provinciale sulla sanità che è il sindaco di Grosseto Bonifazi, né dal presidente della quarta commissione regionale (Marco Remaschi, del Pd), mentre stranamente - sottolinea Bellumori - mi ha risposto il ministero della salute (il dicastero di Susanna Lorenzin, ndr) che mi informa di aver chiesto approfondimenti alla Regione rispetto a atti indirizzo che la Regione stessa ha fatto sulle Case della salute...».
«Diciamo che tutto questo mi pare “singolare”: io non voglio giudicare ma certo questo annoto: nessuna risposta dal nostro interlocutore in Regione, mentre dal Governo sì. È probabile che Marroni abbia giustamente consumato le sue ferie, e va bene. Io invece le ferie non le ho fatte per niente, perché sono sempre stato al servizio della mia comunità».
Disinteressato alla zona sud della Maremma, Marroni sarà invece a Volterra il 3 settembre, «nel consiglio comunale aperto - prosegue Bellumori - dove parteciperanno 25-26 sindaci dei Comuni che sono contrari all’adozione delle Case della salute nei piccoli ospedali; per cui io che non ho avuto il piacere di ricevere risposta da lui, avrò modo di confrontarmici a Volterra dove sono ospite gradito». Entrando nel merito delle tragedie di Valentina Col e Sergio Fiorini, «grande solidarietà» il sindaco esprime alle famiglie.
Poi attacca frontalmente la Regione, e stavolta sulla sostanza. «Ritengo inquietanti - si scalda - le parole di Marroni quando giudica queste morti numericamente scarse per essere considerate un elemento significativo d’allarme. Io credo che siano casi talmente eclatanti che mi auguro che facciano riflettere. Vorrei che venisse data una dimensione di lavoro sopportabile all’interno di certi reparti. Non sono certo da escludersi profili responsabilità (e audit e Procure faranno le loro verifiche); certo è che se si continua a fare continui tagli e ridimensionamenti alla sanità e al personale per ingrossare i premi di produttività dei manager, io penso che qualche seria valutazione vada fatta». Valutazioni sul sistema a monte, sui modi della “razionalizzazione” e in ultima analisi sul rapporto con la “qualità” del servizio che ne consegue. «Credo che occorreranno verifiche, che si debba capire se i carichi di lavoro possano aver contribuito all’errore umano. A mio avviso è bene fermarsi e riflettere: e riverificare le procedure, i protocolli, le sostituzioni, la presenza di idoneo personale. Vorrei che Rossi scendesse in campo e stigmatizzasse le parole inquietanti di Marroni, senza permettere ai suoi assessori simili uscite. Capisco che Marroni è un tecnico, ma far valere le statistiche sulla vita delle persone è inaccettabile».
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