Il Tirreno

Grosseto

«Sulle Valentine il Comune ha sbagliato»

di Francesca Ferri
«Sulle Valentine il Comune ha sbagliato»

Scansano, l’ira dei proprietari: «Sapeva che non c’era l’urbanizzazione e non doveva autorizzare ulteriori costruzioni»

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SCANSANO. Dopo anni di silenzio sulla vicenda, l’argine sembra ormai rotto tra il Comune di Scansano e un gruppo di abitanti delle Valentine, la lottizzazione fuori dal paese che da sette anni aspetta il completamento delle opere di urbanizzazione.

I lavori doveva farli la ditta costruttrice, Poggio Valentine srl, che è fallita lasciando i proprietari delle case soli a provvedere alle opere. La fidejussione, prevista dalla convenzione con il Comune, l’ente non l’ha mai riscossa.

Nella vicenda si è innestata una seconda polemica, quella tra l’attuale e la vecchia amministrazione comunale (di, rispettivamente, Cavezzini e Morini), entrambe targate Pd, che rivendicano ciascuna il merito di aver fatto (e, nel caso di Cavezzini, di continuare a fare) il possibile per tutelare gli interessi degli scansanesi.

Un merito che un gruppo di abitanti delle Valentine non riesce a riconoscere. Anzi. In una lunga lettera firmata – la seconda in due settimane – ricostruiscono dettagliatamente la loro odissea dal 2006. E raccontano di quando, nonostante alcuni stralci già costruiti senza l’urbanizzazione primaria, in spregio della convenzione, il 23 novembre 2006 il Comune rilasciò alla Poggio Valentine la concessione (45/2006) per realizzare l’rta.

«Eppure – spiegano – la situazione delle case già costruite e in parte occupate era ben nota al Comune, sia per le lamentele sollevate in più occasioni ai funzionari, sia per il rapporto stilato un mese prima (26 ottobre) dalla Municipale che rilevava una situazione così precaria che avrebbe dovuto rivestire carattere prioritario per il Comune».

Per ribadire la situazione, un anno dopo alcuni proprietari, preoccupati, recapitarono al protocollo del Comune una lettera in cui illustravano al sindaco (Morini, ndr) la situazione e gli manifestavano le loro preoccupazioni «circa il futuro del comprensorio e i danni ambientali e paesaggistici legati ai gravi ritardi sui lavori e a possibili stravolgimenti del progetto iniziale».

Per i proprietari, dunque, non solo il costruttore ma anche il Comune avrebbe avuto le sue responsabilità. Il Comune, cioè, non avrebbe dovuto dare la concessione edilizia visto che non erano state realizzate le opere di urbanizzazione primaria. Né ha imposto, seppur tardivamente, alla Poggio Valentine di eseguirle, per poi collaudarle e prenderle in carico. Risultato? Un danno per i proprietari e per il paesaggio. «Si fa notare – aggiungono – come convenzione e concessioni siano peraltro state firmate dallo stesso funzionario comunale, che dunque ben poteva conoscere lo stato della situazione».

Per questo i proprietari si sono rivolti, nel 2008, a un avvocato, Umberto Gulina, per tentare la via stragiudiziaria. L’avvocato inviò al Comune una lettera per sollecitarlo ad esercitare il proprio potere-dovere di sorveglianza, come previsto dalla convenzione, e per accertare la fase di avanzamento dei lavori per l’urbanizzazione funzionale e indispensabile di corredo della porzione della lottizzazione realizzata e a redigere in contraddittorio lo stato di consistenza delle stesse opere, dando alla Poggio Valentine una scadenza temporale per mettersi in regola. Altrimenti, il Comune si sarebbe avvalso della fideiussione. La convenzione del 2003 fu integrata con una postilla: i firmatari si impegnavano, prima di metter mano alla costruzione dell’albergo e dell’rta, a completare entro sei mesi l'urbanizzazione relativa alle case già costruite. Questo nel 2008.

«Dalla metà del 2008 e fino alla data odierna (ulteriori quattro anni) il Comune si è mosso con tempi che appaiono ingiustificatamente lenti – spiegano i proprietari – anche considerata la evidente volontà dei lottizzatori di non porre rimedio alle loro inadempienze ma, anzi, di cercare di sottrarsi ai loro obblighi».

Quella fideiussione è stata richiesta dal Comune con lettera solo nel maggio 2010. «Poi nulla fino al successivo novembre del 2011 – proseguono – ma, pur essendo evidentissimo che le opere d’urbanizzazione non sono state fatte o sono largamente incomplete, non risulta che il Comune abbia intrapreso alcun azione legale per ottenere il pagamento della fidejussione, come pure non risulta avere promosso alcun accertamento tecnico preventivo, né si sia avvalso della possibilità prevista dalla Convenzione che prevede il ricorso all'arbitrato. Anzi, risulta che siano stati i garanti della società Poggio Valentine a chiamare in causa i legali rappresentati della stessa, la quale a sua volta ha chiamato in causa il Comune di Scansano, con giudizio tuttora pendente avanti al Tribunale di Roma».

Pur conservando la speranza che il Comune escuta utilmente la fidejussione ed esegua l’urbanizzazione mancanti, resta il dubbio che non tutto il possibile sia stato fatto, o non sia stato fatto tempestivamente, da parte del Comune. Che si ritrova con cittadini che si sentono vittime di un’ingiustizia e con una collina sventrata e ingombra di scheletri di costruzioni abbandonate.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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