Il presidio
Rogo nel Parco, distrutte pineta e arbusti
Un incendio è divampato ieri sera al confine con Principina a Mare. In fumo 5mila metri quadrati
PRINCIPINA A MARE. Un incendio è divampato ieri sera intorno alle 19 all’interno del Parco della Maremma al confine con Principina a Mare, divorando circa 5mila metri quadrati tra pineta e arbusti. E la piccola frazione balneare, a un anno dall’incendio che ha distrutto 40 ettari di pineta a Marina, è tornata a tremare.
Ad avvistare il fumo è stato un ragazzino che tornava dal mare e che ha subito telefonato ai carabinieri di Marina di Grosseto. «Vedo il fumo dentro la pineta, venite», ha detto ai militari.
Nel frattempo le fiamme avevano già avvolto una vasta area, nonostante l'intervento tempestivo dei vigili del fuoco che sono arrivati con una squadra di Grosseto, una del nucleo antincendi boschivi della Provincia di Grosseto, due squadre dei volontari della Racchetta e una dei Vav di Follonica. Sul posto anche la polizia municipale.
L’assenza di vento ha scongiurato una nuova tragedia per la vegetazione costiera. A complicare l’intervento sono state, però, le catene messe a protezione dei sentieri che si addentrato nel parco e che hanno ostacolato, per lunghissimi istanti, l’accesso ai vigili del fuoco.
Che, prima di raggiungere il rogo, si sono dovuti inoltrare nel buio fitto del parco per diverse centinaia di metri, percorrendo una strada sterrata e impervia di proprietà della signora Ponticelli, che costeggia il parco dietro l’hotel Principe e porta alla Trappola. Uno dei mezzi di soccorso è anche finito in fossetta e c’è voluta una ventina di minuti per liberarlo e rimetterlo in carreggiata.
I vigili del fuoco e i volontari hanno lavorato per circa un’ora per spegnere le fiamme. Un’altra ora circa è stata necessaria per la bonifica. Per sicurezza è stato necessario abbattere alcune piante.
Nonostante l’intoppo per l’accesso e le difficoltà nel raggiungere il punto esatto del rogo, poco prima delle 21 la situazione era sotto controllo.
Le cause dell’incendio restano tutte da chiarire anche se è risaputo che la zona è luogo di bivacchi e accampamenti di venditori ambulanti che qui trovano riparo per la notte dopo aver trascorso la giornata a vendere le loro cose sulla spiaggia.
Francesca Ferri
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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