Il presidio
Nuovo assalto al monumento al Badilante
GROSSETO. Tempo fa, era il dicembre 2012, venne rubato il piccone; stavolta hanno dato l’assalto alle tavole di rame della “barella”. Non c’è pace per il monumento al Badilante tra via Nepal e via...
GROSSETO. Tempo fa, era il dicembre 2012, venne rubato il piccone; stavolta hanno dato l’assalto alle tavole di rame della “barella”. Non c’è pace per il monumento al Badilante tra via Nepal e via Monte Labro, che proprio perché realizzato in rame costituisce una “miniera all’aperto” per i malintenzionati.
La denuncia viene di nuovo dall’associazione Primavera Maremmana e dal suo presidente Fosco Tarsi, che quel monumento aveva fortemente voluto per ricordare degnamente l’opera di chi aveva contribuito a “costruire” la Maremma di oggi.
«Questi malviventi con l’oscurità possono fare quello che vogliono - si lamenta Tarsi - Nessuna reazione al furto del piccone che comportò anche uno sfregio per il monumento. Solo i nostri quotidiani ne parlarono, sottolineando la mancanza cronica di illuminazione. Il monumento è stato realizzato tutto in rame: è come avere una miniera all’aperto».
E da tempo i furti di rame sono all’ordine del giorno, e non solo in città: nei cantieri, lungo le ferrovie; adesso se la prendono anche con i monumenti «senza alcun rispetto per le fatiche dell’operaio rappresentato».
«Difficile accettare il Badilante “monco”, senza il suo piccone - conclude il presidente dell’associazione Primavera Maremmana - E giorni fa abbiamo accertato il tentativo di sottrazione di tavole di rame sulla barella. Non ci sono riusciti, ma con l’oscurità ci rifaranno. È una sofferenza».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
