Meteo
L’addio alle farmacie Il Comune vende le quote
Il consiglio ha approvato ieri l’alienazione delle azioni per circa 6 milioni di euro Insorge la minoranza: «Così regalano i gioielli di famiglia». Timori sui lavoratori
GROSSSETO. Via libera tra le polemiche, da destra e da sinistra, alla vendita delle quote della società Farmacie comunali riunite spa (Fcr) che ha la gestione delle farmacie di cui è titolare il Comune di Grosseto.
Il consiglio comunale ha approvato ieri a maggioranza la procedura di vendita congiunta delle azioni detenute dal Comune di Grosseto (50,615%), dal Comune di Scansano (0,385%) e da Coodifarma coop (49%), valutate complessivamente 12,4 milioni di euro.
«Una scelta non facile – ha spiegato il sindaco Emilio Bonifazi – ma che risponde all’esigenza di reperire risorse finanziarie attraverso una cessione ormai obbligata, dopo che altre procedure di alienazione non hanno raggiunto i risultati sperati».
Tutte le quote saranno oggetto di una procedura unica e Codifarma incasserà il 49% di quanto si realizzerà dalla cessione dell’intero capitale sociale, diminuito però di 500mila euro che saranno riconosciuti al Comune di Grosseto come premio di maggioranza e per la proroga del contratto di servizio fino al 20 gennaio 2063.
Un premio di maggioranza che aumenterà, secondo quanto previsto da uno degli emendamenti proposti dal capogruppo del Psi Francesco Giorgi e approvato dalla maggioranza, se il ricavato della vendita sarà superiore a quanto previsto come base d’asta. Per quanto riguarda i rapporti di lavoro, il soggetto che acquisirà le quote all’asta subentrerà in tutti i rapporti di lavoro attualmente in essere con Fcr ed è stata prevista una clausola sociale di tutela dei lavoratori.
Una delibera che è stata fortemente contestata dalle opposizioni. Il capogruppo della Lista Lolini, Claudio Pacella, ha accusato la maggioranza di svendere i gioielli di famiglia come si fa con i “Compro oro”.
Sulla questione della tutela dei lavoratori la Citerni ha contestato la validità giuridica delle clausole di salvaguardia previste, anche di quelle contenute in uno degli emendamenti presentati dal capogruppo del Psi Giorgi.
«Quelle che voi presentate – ha detto – non sono e non saranno mai clausole di salvaguardia, è solo fumo negli occhi. Se avete a cuore la sorte dei lavoratori dovere approvare l’emendamento proposto da Colomba», che proponeva non una generica clausola di garanzia dei livelli occupazionali ma che il compratore si impegnasse formalmente a mantenere lo status giuridico ed economico e tutti i contratti e gli accordi aziendali vigenti al momento dell’acquisto.
Il consiglio ha votato, a maggioranza, anche la vendita della farmacia di via Civitella Paganico. La delibera prevede una cessione con una procedura pubblica a 825mila euro;viene riservato il diritto di prelazione ai farmacisti dipendenti della farmacia stessa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google