Il Tirreno

Grosseto

Colpo da Tommasini Rubate bici e attrezzature

di Pierluigi Sposato
Colpo da Tommasini Rubate bici e attrezzature

I ladri hanno agito nella notte portando via decine di pezzi ma solo i più costosi Messo a soqquadro anche l’ufficio al piano terra, sparito il personal computer

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GROSSETO. Il danno è ingente, enorme. Non ancora quantificato. Ma si tratta di svariate decine di biciclette, la più pregiata da 7-8 mila euro; di cambi automatici che possono costare anche 3 mila euro; di calzature da oltre 300 euro al paio. E poi il personal computer dell’ufficio messo a soqquadro e chissà ancora cos’altro che non è stato fino a ieri inventariato.

È un colpo da professionisti - che sapevano esattamente cosa prendere e che hanno usato i guanti senza lasciare impronte - quello messo a segno nella notte da Cicli Tommasini, il conosciutissimo laboratorio-rivendita di biciclette di via Nepal. «Da 24 anni siamo qua e non era mai capitato niente - dice amareggiata la titolare Anna Casalini - A parte una volta che trovammo una vetrata spaccata da chi forse cercava qualche soldo. No, qui l’allarme non c’era».

I ladri sono entrati nell’azienda che produce cicli aprendo il cancello sulla strada, aprendo il lucchetto, senza forzarlo. Forse erano a bordo di un furgone. Hanno voltato sul retro, si sono concentrati su una prima porta metallica, senza riuscire a entrare. Hanno avuto più successo con una seconda porta, di cui hanno segato le cerniere, e hanno avuto accesso all’officina. Hanno utilizzato il montacarichi per salire al piano superiore, quello della sala esposizione, e con lo stesso mezzo hanno fatto la spola con il piano terra. Si sono portati via le bici firmate Tommasini appartenenti a due clienti svizzeri che le avevano lasciate in deposito dopo l’acquisto; una bici da cronometro; una da corsa Bianchi; due da mountain bike della stessa marca; e tante altre, il cui numero non è stato quantificato; e poi gruppi Campagnolo e Shimano che possono arrivare a due-tremila euro. Hanno trascurato oggetti di valore inferiore, scegliendo al piano terra soltanto le calzature di maggior pregio.

Per lavorare con maggiore tranquillità, hanno rivolto verso l’alto una lampada normalmente puntata verso la sala del piano terra. E hanno sostituito con una bicicletta di poco prezzo quella molto più costosa (7-8 mila euro) esposta nella vetrina principale e portata via: volevano probabilmente che dall’esterno risultasse apparentemente tutto in ordine. Hanno invece lasciato una bici da riparare, insieme ad altri cicli piuttosto costosi: «Che devo pensare? Che nel furgone non avessero più posto...», dice la titolare. Che si è accorta del furto solamente al mattino, poco prima delle 8, all’apertura. Sono stati chiamati i carabinieri, la scientifica ha preso le impronte. Qualche speranza potrebbe giungere dai filmati di sistemi di sorveglianza vicini.

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