Il Tirreno

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francesco giorgi (psi)

«Sì alla vendita delle farmacie solo se ci sarà compattezza»

GROSSETO. Il voto favorevole alla vendita della gestione delle farmacie del Comune di Grosseto solo se la maggioranza sarà davvero compatta e se saranno garantiti sia i posti di lavoro che il...

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GROSSETO. Il voto favorevole alla vendita della gestione delle farmacie del Comune di Grosseto solo se la maggioranza sarà davvero compatta e se saranno garantiti sia i posti di lavoro che il vantaggio economico per il Comune.

Il Partito socialista italiano ha riunito il suo comitato comunale e pone le sue condizioni per evitare, nella seduta del consiglio comunale convocata per questa mattina alle 9, la delibera relativa alla vendita delle quote della società Farmacie comunali riunite che per il 51% è di proprietà del Comune capoluogo, mentre il restante 49% è di Codifarma. I socialisti non hanno mai nascosto le loro perplessità in merito a questa operazione, che peraltro fa parte di un pacchetto complesso che approda oggi in consiglio, dopo un primo tentativo mandato a monte il 7 agosto scorso proprio dalla maggioranza e, in particolare, dal Pd, che non fu in grado di garantire il numero legale.

Nel pacchetto altre questioni delicate, come la privatizzazione di uno degli asili nido oggi gestiti da Iside e il conferimento alla San Lorenzo servizi dell'ex mattatoio comunale, nell'area dell'ex Foro Boario. La vendita delle azioni della società Farmacie comunali riunite, e dunque della gestione, per 50 anni, delle farmacie del Comune di Grosseto, è un'operazione valutata 12,4 milioni di euro. Il segretario provinciale e capogruppo del Psi in consiglio comunale, Francesco Giorgi, ha scritto sia al segretario comunale del Pd Roberto Panfi e che alla capogruppo dei democratici, Daniela Piandelaghi, chiedendo al partito di maggioranza relativa di assumersi, in modo compatto, la responsabilità della scelta.

Una garanzia che, salvo sorprese dell'ultima ora, Giorgi avrà. Condizione irrinunciabile, poi, è la tutela effettiva dei lavoratori. «Il mio è un partito – spiega Giorgi – che per primo ha posto la questione dei diritti dei lavoratori, non possiamo rinunciare a questo». Per questo Giorgi aveva proposto, a marzo, un emendamento alla delibera di indirizzo, che impegnava a prevedere un esplicito meccanismo di tutela dei lavoratori. «Anche perché – dice – la società delle farmacie non è un'azienda decotta e non ha bisogno di ristrutturazioni del personale».

Terza condizione è che sia riconosciuto al Comune un giusto guadagno dall'operazione. È la questione del premio di maggioranza che spetta al Comune e che era stato previsto, in origine, in una somma fissa, a prescindere da come andrà l'asta per la vendita della società. Sempre in un emendamento all'atto di indirizzo Giorgi aveva chiesto che il premio di maggioranza fosse calcolato anche in base all'effettivo ricavato dalla vendita, ma la prima bozza della delibera non era soddisfacente.

Insomma, i socialisti valuteranno se il meccanismo per il calcolo del premio di maggioranza consentirà alle casse del Comune un introito adeguato. Non sono condizioni, ma paletti importanti, poi, la questione della vendita del campeggio di Primncipina a Mare, che Giorgi ha inserito in una mozione su cui chiederà di anticipare il voto, perché «riteniamo – dice – che sia prioritario vendere i rami secchi, piuttosto che quelli verdi», e la questione della destinazione degli introiti dalla vendita delle farmacie «che non dovranno coprire – dice – un eventuale disavanzo, ma dovranno servire agli investimenti».

Enrico Pizzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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