Il Tirreno

Grosseto

Picchia l’avvocato prima del processo

Picchia l’avvocato prima del processo

Arrestato per resistenza a due carabinieri era poi evaso dai domiciliari: adesso è in carcere

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GROSSETO. Lo avevano arrestato sabato i carabinieri per resistenza a pubblico ufficiale, perché aveva tentato di prendere la pistola ai militari che erano andati a casa sua per chiedere chiarimenti sulla sua auto in sosta, trovata senza assicurazione. Ma in Tribunale ieri lo hanno portato gli agenti della polizia di stato: perché, evaso dai domiciliari ai quali era stato messo in attesa della direttissima, ha aggredito nel suo studio l’avvocato che aveva accettato di difenderlo e che ha chiesto soccorso al 113.

Doppio guaio per Marco Forni, 42 anni, abitante in città, che ieri è stato intanto portato davanti al giudice Stramenga per il primo fatto, quello della resistenza: arresto convalidato (con nuovi episodi di intemperanza in aula nei confronti di pm, giudice e avvocato - e non solo di tipo verbale) e processo rinviato a giovedì per richiesta di termini difensivi. Nel frattempo (e in attesa anche dei provvedimenti per il secondo fatto), Forni deve stare in carcere.

Sabato pomeriggio due carabinieri del Norm erano andati a cercarlo a casa perché risultato proprietario di una Fiesta senza assicurazione parcheggiata in via Monterosa. Secondo la ricostruzione, l’uomo prima non aveva aperto il cancello («non potete rompermi le p..., non vi apro» e poi «scavalcate il cancello, bastardi vi ammazzo») poi si era rifiutato di aprire la porta di casa («lasciate il verbale nella cassetta della posta»), limitandosi a passare la carta d’identità sotto la porta dopo varie insistenze. Ma subito dopo aveva aperto, scagliandosi contro uno degli appuntati cercando di prendergli la pistola custodita nella fondina: «Vi sparo bastardi». Immobilizzato, era stato portato in caserma e messo ai domiciliari dal pm D’Amelio in attesa del processo fissato per ieri alle 12.

Ma ieri a metà mattinata Forni si è presentato a sorpresa nello studio del suo avvocato dopo aver avuto con lui un colloquio telefonico, nel corso del quale l’uomo aveva chiesto informazioni sulla possibilità di uscire per fare la spesa e comunque aveva rifiutato la visita a domicilio del legale. «Aspetti dieci-quindici minuti, in questo momento ho da fare», ha detto l’avvocato che lo ha invitato ad attendere fuori. Mentre il legale era rivolto verso lo schermo del computer, prima ha sentito sbattere la porta e poi si è sentito raggiungere alla mascella da un cazzotto. A quel punto è stato chiesto l’intervento delle forze dell’ordine, mentre avvocato e segretaria uscivano dallo studio dove era rimasto soltanto Forni. Il legale non si è fatto refertare, anche se si è riservato l’eventualità di farsi vedere da un medico per valutare possibili conseguenze del gesto.

Chiaramente, a quel punto - diventato parte offesa - l’avvocato ha rimesso il mandato e Forni è stato assistito nella direttissima da un altro legale.

(p.s.)

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