Il Tirreno

Grosseto

Lite Comune-privato per sedici ettari

di Paola Villani
 Lite Comune-privato per sedici ettari

Udienze, ricorsi e spese dopo la scadenza di un contratto di affitto: su quei terreni sarebbero stati compiuti abusi

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MASSA MARITTIMA. E' “guerra” tra il Comune di Massa Marittima e un privato. E la “guerra” si è scatenata perché sono in ballo sedici ettari di terreni di proprietà pubblica.

La storia è questa. Da più di quaranta anni Sergio Banchi era affittuario di un'area agricola nel Massetano; essendo scaduto il contratto stipulato tra lui e il Comune, l'amministrazione ha più volte, come spiega il primo cittadino Lidia Bai, tentato di far firmare all'ottantenne un documento di concessione regolare. Non essedovi riusciti, in seguito gli uffici municipali hanno proposto anche di risolvere la questione attraverso un accordo fuori dalle aule dei tribunali. Ma, come si evince anche dalle carte, la faccenda non è andata a buon fine: anzi da anni la diatriba ha occupato tempo e denaro dell'ente comunale impegnato a riprendersi quel terreno che ad oggi chiaramente non produce reddito anzi è per il Comune una spesa.

«Sono anni che i nostri uffici tentano di trovare una soluzione bonaria al problema – spiega il sindaco Bai – ma più volte chiamato a firmare un nuovo contratto, Banchi non si mai presentato. Così il Comune ha dovuto affidare l'incarico ad un legale per riavere quel terreno occupato abusivamente, dove secondo noi sono stati messi in atto anche illeciti edilizi, come baracche e altro. Avevamo proposto al vecchio affittuario di tenere un paio di ettari firmando un contratto dove tutto fosse messo in regola: lì avrebbe potuto tenere tranquillamente i suoi animali e le sue cose ma si è sempre rifiutato».

Ancora però le aree non sono state liberate e quindi l'amministrazione porta avanti la sua causa affidando nuovamente un incarico ad un avvocato grossetano, per arrivare ad una conclusione della querelle. Il Tribunale di Grosseto aveva ordinato a Banchi di rilasciare il terreno entro il 10 novembre 2012, condannandolo al termine del procedimento a pagare le spese di giudizio, ma il massetano è ricorso alla Corte di appello di Firenze. In questa sede, la Corte ha accolto l'appello di Banchi dichiarando che il rapporto intercorso tra lo stesso e l'amministrazione comunale è «un rapporto di affitto agrario» ma ha pure confermato la parte rimanente della sentenza del Tribunale di Grosseto. Insomma l'anziano doveva lasciare libere quelle aree ma ad oggi ancora nulla è cambiato e al momento i terreni sono ancora occupati indebitamente, secondo l’amministrazione comunale, da oggetti e animali di proprietà del Banchi.

Così il Comune ha stanziato altri 2mila e 500 euro per pagare l'avvocato e riavere una volta per tutte ciò che è di sua proprietà.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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