Il presidio
Ricoverata dopo la caduta Morte misteriosa a 17 anni
Era scivolata su uno scoglio durante una vacanza in Calabria e si era fatta male Poi erano cominciati i problemi respiratori. Ieri mattina l’inspiegabile tragedia
ORBETELLO. L’ultima foto postata su Instagram è quella dei suoi piedi. Ma davanti non c’è il mare. C’è il fondo del letto dell’ospedale San Giovanni di Dio di Orbetello. Valentina, su quel ricovero, su quella disavventura che le stava guastando le vacanze aveva ironizzato in quel modo quattro giorni fa, quando aveva condiviso la foto dei suoi piedi che non erano però davanti al mare, immagine must di tanti frequentatori di social network. Ai suoi amici aveva lasciato un messaggio: «Aiutoooooo». Perché trascorrere qualche giorno in ospedale, ad agosto, quando fuori c’è il sole, c’è il mare e ci sono gli amici non piace a nessuno.
Ma nessuno avrebbe potuto pensare alla tragedia successa ieri mattina quando Valentina è morta, a soli 17 anni. Probabilmente sarà disposta l’autopsia proprio questa mattina. L’Asl intanto procederà con l’accertamento diagnostico per stabilire cosa abbia ucciso la ragazzina.
Romana di 17 anni, Valentina Col era arrivata all’ospedale di Orbetello mercoledì. Era in vacanza sul litorale viterbese con la famiglia, quando ha cominciato a respirare male e ad avere dolori al torace. L’ospedale più vicino alla casa delle vacanze è il San Giovanni di Dio. E Valentina, a Orbetello, c’era stata anche qualche giorno prima. Aveva scattato qualche foto al tramonto, aveva catturato qualche ricordo.
Quando è stata visitata, al pronto soccorso, ha raccontato di una caduta sugli scogli, che sarebbe avvenuta la settimana prima in Calabria. Una volta tornata sul litorale laziale, però, il dolore per quel colpo non era passato. Anzi, al dolore si era aggiunta anche quella fastidiosa e preoccupante difficoltà a respirare.
I sanitari del San Giovanni di Dio l’hanno sottoposta a tutta una serie di accertamenti e hanno deciso di ricoverarla in Area medica. Lì è stata curata. Nei giorni successivi le condizioni cliniche si sono mantenute stazionarie, fino all'improvviso peggioramento, ieri mattina e la decisione di procedere con una nuova tac, che ha evidenziato nuovi problemi. Le condizioni di Valentina Col sono peggiorate in pochi minuti. I medici se ne sono accorti subito e hanno attivato tutte le procedure necessarie per salvarle la vita. Hanno tentato subito di rianimarla, ma non ce l’hanno fatta. Ed è toccato a loro, ieri mattina, incrociare lo sguardo dei genitori di Valentina. Dire loro che era morta. Che non avrebbe più sorriso loro con quei grandi occhi verdi che illuminavano il suo volto di ragazzina.
Eppure Valentina non aveva problemi di salute. Era una sportiva, era il martello della squadra di pallavolo di Montesacro, a nord di Roma. Una schiacciatrice, una di quelle ragazzine che sotto rete facevano paura alle avversarie. Quei problemi respiratori, che la stavano accompagnando da giorni, da quando era tornata dalla Calabria, erano sempre più frequenti. Lo ha detto anche il suo allenatore, che ieri è arrivato all’ospedale di Orbetello per stare vicino ai genitori di Valentina. «Ha avuto anche la febbre - ha spiegato - Forse un piccolo incidente sottovalutato».
Facile immaginare la disperazione della giovane. Facile immaginare lo sgomento, il dolore, che da ieri ha preso il posto delle risate e della vitalità di Valentina. «Era una ragazza deliziosa, l'ho vista crescere tra i campi di pallavolo - continua l’allenatore - Tra due settimane avremmo ripreso gli allenamenti. Non possiamo crederci».
Il babbo di Valentina è un insegnate di educazione fisica. Lo sport, in casa Col, Valentina lo aveva respirato fin da bambina. L’Asl 9 ha disposto l'avvio immediato di una verifica interna, nonché l'accertamento diagnostico per stabilire l'esatta causa della morte. E la procura potrebbe già aver disposto l’autopsia. Ad uccidere Valentina potrebbe essere stata un’embolia polmonare. Una scheggia impazzita partita all’improvviso che uccide.
La direzione aziendale dell’Asl ha espresso vicinanza alla famiglia e ha anche attivato un’indagine interna. La salma di valentina è ancora all’obitorio dell’ospedale, a disposizione dell’autorità giudiziaria. La richiesta della famiglia di Valentina è chiara e diretta: sapere perché è morta. Una domanda legittima alla quale seguirà, purtroppo, una risposta che non avrà la capacità di lenire il dolore.
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